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Episodio 4.5: L’inferno

Immaginarsi un piatto di spaghetti, finire di leggere le avventure di Tom Sawyer, evitare che i bambini assistano all’orrore, continuare a rispettare la morte anche quando ormai la morte si respira anche nell’aria.

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Immaginarsi un piatto di spaghetti, finire di leggere le avventure di Tom Sawyer, evitare che i bambini assistano all’orrore, continuare a rispettare la morte anche quando ormai la morte si respira anche nell’aria.


Il buon vecchio saggio Hershel non molla. Perché quando tutto il mondo intorno a te sta crollando, puoi fare affidamento solo sulle tue abitudini e su quel sistema di piccoli o grandi valori che ti hanno reso chi sei.


Hershel crede ancora che dietro tutto ci sia un Piano, una sorta di manzoniana Provvidenza che farà chiarezza sul perché delle cose. Non vuole ancora credere alla follia del caso, e forte della sua saggezza si ritrova ad essere da supporto, quasi un confessore, prima per la figlia e poi per lo stesso Rick.


Ma poi il caos prende il sopravvento. Il male si scatena fuori e dentro le mura del carcere. Non sembrano esserci più valori, si perde la lucidità. Cerchiamo di salvarci ad ogni costo. Mentre Hershel prova a riportare l’ordine dentro il Braccio dei contagiati, là fuori il momento di crisi è anche un’opportunità almeno per Rick: basta un suo sguardo per capire, nelle sequenze in cui gli zombie attraversano la rete, che adesso vede il figlio con occhi diversi; non più un baby sitter di ragazzini che dimenticano di lavarsi i denti, ma un compagno in grado affrontare anche una situazione imprevedibile. Alla fine della scena non sarà chiaro chi tra i due stia svolgendo la figura paterna.


Il giorno dopo, l’ordine sembra ripristinato. Mentre Hershel riprende in mano i suoi valori, in un orto improvvisato la natura, con il suo corso immutabile, sembra suggerire che in fondo un Progetto debba e possa continuare ad esistere.


È solo un istante, perché l’occhio cieco del Governatore ci prospetta un caos ancora più grande. Il suo ritorno ce l’aspettavamo tutti come, in fondo, ci aspettiamo che prima o poi ritroveremo Carol.


Paolo P.

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