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The Killing – Arriva la stagione 2!

Su FoxCrime stanno per arrivare i nuovi episodi della serie che ruota attorno ad un’unica, ossessionante domanda: “Chi ha ucciso Rosie Larsen”?

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Su FoxCrime stanno per arrivare i nuovi episodi della serie che ruota attorno ad un’unica, ossessionante domanda: “Chi ha ucciso Rosie Larsen”?

Sarà perché dopo aver studiato Cinema all’Università, nel mondo del lavoro “nasco” come Sceneggiatrice (dopo il diploma presso la Civica Scuola di Cinema di Milano). Sarà perché faccio questo lavoro dopo aver studiato, insegnato e lavorato come sceneggiatrice ed autrice. Sarà la mia passione per la scrittura. Sarà un mix di tutto… Fatto sta che quando gli autori di una serie fanno cose come: farci vedere un finale di stagione volutamente costruito per farci trarre una serie di conclusioni che con ogni probabilità verranno smentite in seguito, io mi diverto come una pazza. Perdo il controllo dalla gioia, proprio. Che posso farci.

Quindi eccoci qui, ci siamo. La seconda stagione di The Killing sta per arrivare (su FoxCrime ogni mercoledì alle 21.55 dal 4 aprile), preceduta da una mini-maratona con gli ultimi tre episodi della stagione 1 (in onda domenica 1° aprile dalle 14.40 sempre su FoxCrime). E anche se non so assolutamente nulla (né voglio saperlo, e tantomeno anticiparvelo!) su ciò che ci aspetta nei prossimi episodi… non vedo l’ora che arrivi il mio atteso pay-off.


Perché in sceneggiatura questa strategia narrativa si chiama così: set-up/ pay-off. Il set-up è la preparazione di un evento, il momento in cui viene introdotta un’informazione, un dato sulla storia o un personaggio. Generalmente si tratta di un’informazione condivisa da spettatori e personaggi (anche solo alcuni). Il pay-off è invece la resa dei conti, il momento in cui quel dato o quell’informazione si manifestano, portando una progressione alla storia. Per farla molto breve e molto semplice: Set-up: ti mostro una pistola. Pay-off: la pistola spara.


Naturalmente la questione è molto più complessa di così. Ma spero di aver reso almeno l’idea. Nell’ultimo episodio della stagione 1, che mi ero divertita ad interpretare (sapendo che la stagione 2 non avrebbe tardato) in base ai set-up disseminati dagli autori, sono state poste moltissime premesse. La scoperta che il candidato sindaco Darren Richmond era Morpheus, il misterioso individuo che la detective Sarah Linden cercava come sospettato numero 1 per l’omicidio di Rosie Larsen.


La scoperta che il detective Stephen Holder lavora anche per qualcuno che non è il capo della polizia, depistando le indagini. La scoperta che Belko, ossessionato dalla famiglia Larsen (alla quale sognava di appartenere davvero) era pronto a farla pagare a Richmond per la morte di Rosie. Senza bisogno di conferme. Gli autori hanno giocato con noi regalandoci un finale di stagione tutt’altro che risolutivo ma volutamente teso all’interpretazione definitiva di una serie di eventi. Se fosse stato un finale di serie, insomma, sapremmo che Richmond era colpevole e che sarebbe stato punito per le sue azioni.


Ma visto che una seconda stagione era in cantiere da tempo (la messa in onda negli Usa è iniziata da pochi giorni), il nostro “gioco” continua: abbiamo seguito le indicazioni degli autori e siamo più che pronti a farci rimettere in carreggiata da eventi che potrebbero avere un esito anche diametralmente opposto a quello che ci è stato insistentemente suggerito. In questa seconda stagione (forse) scopriremo davvero chi ha ucciso Rosie Larsen. Scopriremo anche tante altre cose sulle personalità e le vite private dei personaggi. Informazioni che ci serviranno per continuare a seguire le indicazioni degli abili sceneggiatori in questa serie che ruota attorno alle false piste, alla complessità dei personaggi e alla bravura degli interpreti. E, naturalmente, ai meccanismi più efficaci di sceneggiatura.

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