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The Killing – Il finale di stagione

FoxCrime ha trasmesso l’episodio conclusivo della prima stagione della serie che ci ha tenuti per mesi con il fiato sospeso…

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FoxCrime ha trasmesso l’episodio conclusivo della prima stagione della serie che ci ha tenuti per mesi con il fiato sospeso…

Eccoci qui: è arrivato il
momento della verità. Ieri sera FoxCrime ha trasmesso il finale di stagione di The Killing, che per come la vedo io ci ha regalato una puntata eccezionale. Da qualche parte in rete, tempo fa ho letto che il pubblico americano si è lamentato del finale di stagione. Beh, io francamente non capisco come mai. Ho trovato la puntata di ieri perfettamente in linea con lo stile della serie, fin dal primo minuto: grandissima la tensione mentre temiamo per l’incolumità di Sarah Linden, faccia a faccia con Darren Richmond, alias Morpheus.


Un grande momento, sorretto da grandi regia e fotografia ma soprattutto da grandi interpretazioni. Io trovo che nell’intera stagione gli autori siano riusciti a mettere in scena verosimilmente le dinamiche famigliari dei Larsen, sconvolti dalla tragedia che li colpisce, e che abbiano reso appassionanti le indagini di Linden e Holder.


Inoltre, il fatto che il colpevole sia il primo sospettato, escluso subito per via del suo ruolo, non è affatto banale, anzi. Ho trovato geniali i vari depistaggi che i detectives hanno seguito, fino ad imbattersi nella verità solo grazie alla testardaggine e all’impegno di Linden, che ha messo sul piatto la propria felicità (il trasferimento e il matrimonio mandato all’aria, il tempo con suo figlio, che ne ha risentito tanto da creare un sacco di problemi) pur di dare giustizia a Rosie. Perciò, mentre emerge lo scandalo delle relazioni del consigliere Richmond, Sarah e Stephen fanno di tutto per trovare le prove necessarie ad incastrarlo.


Nel finale di stagione abbiamo trovato tutto: dramma umano e famigliare, sentimenti, senso di colpa (Stan Larsen che va in ospedale a visitare l’uomo che ha quasi ucciso – per sbaglio – e s’imbatte nella moglie), destino, giustizia, rabbia, vendetta, dolore, forza, amore per la vita… c’era tutto. Tutto quello che abbiamo visto per l’intera stagione, che si chiude con un andamento circolare: si torna al punto di partenza. Al primo sospettato. E Linden trova la direzione giusta nel parco in cui tutto era iniziato dopo il ritrovamento del maglioncino di Rosie. Il confronto fra Linden e Richmond in ufficio, sequenza centrale di quest’ultima puntata, precede la soluzione che tanto abbiamo aspettato. Dalla coscienza di Gwen arriva la smentita dell’alibi. E poi l’immagine di una telecamera…


Così, finalmente, lo prendono. Lo arrestano proprio di fronte ai suoi sostenitori e alla stampa. Il compito di Linden è finito. È chiaro che sta per andarsene: giustizia è stata fatta. O forse no. Non secondo Belko, almeno. Ci basta vederlo maneggiare la sua pistola per sapere cosa succederà. Così come ci basta vedere Linden che chiude la porta del suo ufficio, che si precipita in aeroporto. Ci basta sentire la telefonata che riceve mentre è già sull’aereo. E poi… Ecco Holder che parla con qualcuno di come hanno incastrato Richmond (l’attuale Sindaco o chi per lui, suppongo). Infine… Non abbiamo bisogno di sentire lo sparo. Perché sappiamo già tutto quello che dobbiamo sapere: abbiamo assistito al primo finale di stagione di una grande serie.


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