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The Killing – Mitch Larsen

Continuiamo a conoscere meglio i protagonisti della nuova serie di FoxCrime. Questa volta parliamo della donna con il ruolo più difficile: la madre della vittima

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Continuiamo a conoscere meglio i protagonisti della nuova serie di FoxCrime. Questa volta parliamo della donna con il ruolo più difficile: la madre della vittima

Sarà che non ho mai visto Michelle Forbes (True Blood, Battlestar Galactica, 24, foto) interpretare il ruolo di un personaggio davvero debole. Fragile sì, magari. Disperato, anche. Ma debole… Mai. Fatto sta che appena l’ho vista nel pilot ho capito che ci aspettavano grandi cose. Forse anche per via dell’assenza di debolezza nei suoi ruoli precedenti è stata scelta per dare vita a Mitch Larsen, uno dei personaggi fondamentali del racconto di The Killing (su FoxCrime ogni giovedì alle 21.55). Fatto sta che la Forbes ci restituisce un ritratto perfetto della mamma della vittima, ovvero la donna più difficile da interpretare nella serie.

Mitch (che porta un nome che di solito viene dato ai maschi) è una bella donna, che non si cura particolarmente – capiamo subito, dal suo look, che è una persona semplice ma non trascurata – ma che risulta comunque affascinante. Ha un rapporto quasi idilliaco con il marito Stan, padre dei suoi tre figli, e si divide fra casa, marito e figli. Cercando di fare tutto al meglio senza però farsi venire la tipica “ansia da casalinga” (tipo quella che prende me quando ho ospiti in arrivo e tutta la casa da pulire, per capirci). La conosciamo così: amante ancora appassionata dell’uomo che ha sposato, donna spiritosa e sicuramente in gamba (si capisce subito, dal suo atteggiamento) madre “moderna” che ha piena fiducia nei suoi figli. Ed ecco la prima nota stonata: probabilmente per non sembrare troppo apprensiva, ha lasciato libera Rosie di passare il weekend fuori casa, senza preoccuparsi di sentirla.


Una scelta avventata, che per come possiamo conoscere Mitch dal primo episodio forse nasconde anche qualcosa. Qualche ragione che verrà esplorata a fondo più avanti. O forse è stato semplicemente uno stupido errore, commesso per pigrizia o per l’idea che lasciare “libera” Rosie avrebbe migliorato il suo rapporto con la madre. Ad ogni modo, la frittata è fatta: Rosie scompare, la sua famiglia non ha idea di dove abbia trascorso il weekend e alla fine la ragazzina viene ritrovata cadavere.


Nonostante l’incuria che ha mostrato per la questione del weekend, ovviamente Mitch è distrutta dalla notizia. Una notizia che apprende nel modo più drammatico possibile: sentendo suo marito Stan che grida quando assiste da lontano al ritrovamento del corpo della sua “bambina”. Rosie è stata ritrovata, senza vita. Ritrovata da Sarah, che non ha mollato finché non ha scoperto che fine aveva fatto e che ora è pronta a non mollare ancora. Non finché non avrà scoperto cosa è successo a Rosie.


Toccherà quindi a lei intrattenere rapporti con la famiglia della ragazzina, toccherà a lei affrontare il dolore dei genitori di Rosie mentre cerca di raccogliere indizi. Così come toccherà a Mitch, insieme a Stan, provare ad accettare il fatto che la sua amata figlia non c’è più, che lei ha trascurato la sua sicurezza non interessandosi di cosa stava facendo nel weekend (e di dov’era, e con chi). Mitch deve convivere con la notizia più brutta che una persona possa ricevere, e deve al tempo stesso fare i conti con i sensi di colpa che scaturiscono dal modo in cui si sono svolti gli eventi. La sua disattenzione forse è costata la vita a Rosie. Non sappiamo se l’intervento di Mitch od una sua maggiore conoscenza dei movimenti di Rosie avrebbe potuto salvarla.


Lo scopriremo solo con il procedere degli episodi. Il punto, qui, è che non lo sa nemmeno Mitch. E questa è un’incertezza di quelle che possono farti divorare dal senso di colpa, dagli infiniti “e se…”, dall’impossibilità di accettare che forse una semplice telefonata avrebbe potuto cambiare il tuo destino. Ecco perché Mitch è al centro di questa storia così drammatica: perché è un personaggio che, anche solo dal poco che sappiamo di lei, forse è in grado di reggere questo peso e di aiutare Sarah a scoprire la verità…

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