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The Killing – Stephen Holder

Il nostro appuntamento con i protagonisti della serie di FoxCrime continua con il detective Holder, che assiste Sarah Linden nelle indagini sull’omicidio di Rosie Larsen

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Il nostro appuntamento con i protagonisti della serie di FoxCrime continua con il detective Holder, che assiste Sarah Linden nelle indagini sull’omicidio di Rosie Larsen

Come dicevamo parlando di Sarah Linden, la detective protagonista di The Killing, la funzione principale del detective Stephen Holder è quella di aiutare il pubblico ad “innamorarsi”, televisivamente parlando, di Sarah. L’inesperienza e le imprecisioni di Holder servono a mettere in luce la bravura di Sarah, mentre il suo atteggiamento un po’ immaturo, un po’ arrogante e un po’ imprudente hanno la funzione di farci affezionare di più al personaggio che gli autori vogliono che seguiamo (Sarah, appunto).

A Stephen Holder tocca quindi un compito ingrato, che il suo interprete Joel Kinnaman (già visto in Snabba Cash e presto al cinema nel remake americano di Millennium – Uomini che odiano le donne) porta avanti in modo molto convincente. Simile a un bambinone (non troppo) cresciuto, Holder si diverte a mescolarsi fra i sospetti, servendosi della propria facilità di “attaccare bottone” per ottenere informazioni utili. È quindi meno sprovveduto di quanto possiamo pensare pochi minuti dopo che lo abbiamo conosciuto ed i suoi “colpi di testa”, come offrire uno spinello a due ragazzine o mescolarsi con gli adolescenti disadattati per trovare uno dei sospettati dell’omicidio si rivelano utili. È proprio Holder a trovare la scena del crimine, il luogo in cui si è consumato il delitto di Rosie (almeno stando a quello che sappiamo finora…).


I modi arroganti e molto immaturi (come si evince dal suo rapporto con il figlio di Sarah, o dall’avventata promessa di catturare l’assassino fatta al padre di Rosie) vengono quindi stemperati dalle doti d’improvvisazione di cui il detective si serve per portare avanti le indagini. Holder è un po’ pettegolo, sicuramente volgare (usa frequentemente espressioni che a Sarah non piacciono) e anche un po’ “giocherellone”. Sembra, insomma, non prendersi troppo sul serio. È impreciso, aggressivo e sempre sopra le righe, ma non si può dire che non metta passione nel suo lavoro.


Sarah, che resta sul caso Larsen e conduce le indagini, lo tratta con rispetto e cerca – è evidente – di insegnargli quello che può, in modo da poter “stare tranquilla” una volta lasciata la città. Ma nel rapporto fra Holder e Sarah qualcosa non torna. La telefonata di cui ascoltiamo un breve frammento nel terzo episodio, quello andato in onda ieri sera su FoxCrime, ha lo scopo di insinuare dubbi sulla lealtà di Holder.


Io sospetto che sia lui a far trapelare informazioni sul caso, o che comunque sia invischiato in qualche modo con le indagini. In un modo che Sarah non dovrebbe assolutamente scoprire per non compromettere la sua posizione. Ma sono soltanto ipotesi: per scoprire come stanno in realtà le cose non posso far altro che seguire ogni giovedì i nuovi episodi di The Killing, mentre aspetto di conoscere ancora meglio i detectives Holder e Linden, la famiglia e gli amici di Rosie, il consigliere Richmond ed il suo staff… E in attesa che l’indagine si complichi ancora di più e porti alla luce segreti inconfessabili.

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