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Le mamme da paura di American Horror Story

Le figure materne di AHS sembrano tutte presenze degeneri e distruttive.

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Sarebbe interessante fare due chiacchiere col buon Ryan Murphy per capire che tipo di rapporto abbia avuto con sua madre. Già dai tempi di “Nip/Tuck” e “Glee”, il sospetto che volesse caricare questa funzione familiare di ansie e paranoie era più che fondato. Ma dopo tre stagioni dell’ottimo “American Horror Story”, tale sospetto è sfumato in un’inquietante certezza.

Nella season 1 avevamo conosciuto Constance, madre tre volte pessima, capace di trattare male un figlio bisognoso di attenzioni, di incatenarne (e nasconderne) uno deformato e di avere pochi riguardi persino verso la sua bambina con la sindrome di Down.

Le cose non sembrano essere migliorate nella season 2, dove almeno altri due personaggi maschili erano stati segnati da una presenza materna nefasta: il dottor Oliver Thredson (serial killer abbandonato dalla mamma e cresciuto in un orfanotrofio portandosi dietro evidenti problemi edipici) e Johnny Morgan (figlio di Oliver e deciso ad eguagliare la famigerata reputazione del padre).

Nell’ultima season, poi, questo trend ha raggiunto il suo apice. Lo dimostrano la terribile storia di Kyle e di sua madre, quella di Madame LaLaurie e delle sue figlie, quella di Joan e Luke Ramsey e - dulcis in fundo - quella di Fiona e di mamma Cordelia (della cui interprete, Sarah Paulson, abbiamo parlato di recente). Ma forse, almeno su questa terza stagione, è meglio non andare nel dettaglio per non rovinare la sorpresa ai nostri spettatori, che possono seguire i nuovi episodi ogni martedì alle 22.45 su Fox.

Ci chiediamo solo se dopo “Murder House”, “Asylum” e “Coven”, la prossima saga di “American Horror Story”,  spezzerà questa maledizione o la cavalcherà fino in fondo. Magari anche con un titolo più adatto. Tipo “Mums of Terror”.

Si fa per dire, eh.

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