FOX  

7 buoni motivi per cui The Walking Dead non potrebbe esistere nella realtà

Una piccola lista di ragioni per cui per cui non (dovremmo) temere un’apocalisse zombie

0 condivisioni 0 commenti 5 stelle

Share

Quest’anno hai deciso di trascorrere le tue vacanze ad Atlanta in Georgia. Avresti potuto optare per New York, Parigi, Londra o anche Roma, se non sei di Roma. E invece no. Ti sei fissato proprio con la Georgia! Guarda caso, mentre sei lì a scattare una foto al Fox Theatre in Downtown, ti rendi conto che la città è invasa da uomini e donne con gravi problemi dermatologici e una rabbia che non ha nulla di represso. Evidentemente sei di fronte alla classica epidemia zombie e naturalmente il tuo primo pensiero va a chi è rimasto a casa, perché se qui la cosa sta scatenando il panico, figuriamoci in Italia che basta un po’ di pioggia e si blocca il traffico.

Tranquillo. Probabilmente non hai nulla da temere e adesso ti spieghiamo il perché. Ma prima di tutto c’è da capire di fronte a cosa ti trovi. Eh sì perché quando si parla di zombie, non è mai chiaro di chi stiamo parlando. Di certo non di poveretti trasformati in servitori da un sacerdote haitiano e nemmeno di umani rabbiosi alla "28 giorni dopo” o di esseri con una coscienza di sé alla "Io sono Leggenda”. I nostri zombie sono clinicamente morti, si muovono lentamente, resistono ai proiettili e se mordono contagiano immediatamente. Sono degli zombie alla The Walking Dead o, per essere filologici, alla Romero dell’Alba dei morti viventi.  

Circoscritta la tipologia andiamo ai nostri 7 punti che chiariranno perché è improbabile un’epidemia su scala globale.

1) L’evidenza della malattia. Se sei uno zombie ti si legge in faccia. Il fatto che chi si ammala lo faccia in meno di 24 ore in realtà è un vantaggio. Chi mostra i sintomi subito non potrà viaggiare e portare il virus lontano dal focolaio di contagio.

2) La difficoltà di trasmettere il virus. I virus più pericolosi sono quelli che si trasmettono per via aerea. Gli zombie devono mordere per contagiare: i nostri amici di The Walking Dead invece possono camminare accanto ai non morti e cospargersi di frattaglie umane senza alcuna conseguenza.

3) Gli zombie sono stupidi
. Uno zombie non tende a difendersi, risponde all’istinto primario di nutrirsi ma senza alcuna capacità di valutare il pericolo o anche un semplice ostacolo. Da questo punto di vista è più temibile un branco di animali con istinto predatorio, un gruppo di gatti per esempio. Anche se nessuno ha mai pensato a un’apocalisse gattina.

4) Gli zombie subiscono i fenomeni cadaverici
. Su questo punto potremmo discutere, ma sembra evidente che gli erranti vadano in decomposizione così come un normale cadavere. Questo implica l’attacco degli elementi atmosferici e di una serie di insetti e animaletti più o meno grossi che ne favoriscono la putrefazione. Certo, uno zombie attorniato da mosche con un topo al posto del parrucchino perderebbe molta della sua dignità.

5) La chiusura delle frontiere. Come in qualsiasi emergenza, gli Stati si preoccuperebbero di impedire i voli e tutto ciò che potrebbe favorire il diffondersi della malattia. Altro che dentifrici e bottigliette d’acqua superiori a 100 ml.

6) La persistenza del potere centrale. Cinematograficamente, tutte le epidemie di zombie ci mettono di fronte al fatto compiuto: i nostri protagonisti si ritrovano in un mondo in cui la società civile è seriamente compromessa e in cui esistono solo poche sacche di resistenza. A livello di sceneggiatura è molto difficile giustificare il fatto che gli Stati siano caduti in una tale situazione di panico da non avere più alcun punto di riferimento. In realtà gli eserciti e un severo coprifuoco dovrebbero poterci salvare. Dagli zombie perlomeno.

7) Gli uomini sono in assoluto gli animali più pericolosi. Un leone è senza dubbio più letale di uno zombie, eppure già gli antichi Romani contribuirono all’estinzione del leone Nord Africano importandolo massivamente in Italia per i giochi venatori. Una tale dedizione al massacro difficilmente lascerebbe “vivo” uno zombie. Se proprio bisogna preoccuparsi di qualcuno, meglio fare attenzione agli esseri umani. Del resto è quello che insegna anche The Walking Dead.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.