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Capitolo 2 - L’interrogatorio

Continua la storia che stiamo scrivendo con voi

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Nelle puntate precedenti di FaceBookInvestigation…

Nel bel mezzo del MOMA, Piggy Pink, una delle artiste più quotate del momento viene uccisa in una sua installazione (una piscina), con una sua opera (un forchettone da barbecue).

Accorre sulla scena del crimine, lasciando a metà un appuntamento, la giovane detective che sta seguendo i diversi omicidi commessi dal serial killer soprannominato dalla stampa il “Demiurgo”. Per la prima volta, pare che l’assassino abbia commesso un errore ed è stato catturato un suo possibile complice.

 

È a questo punto che vi abbiamo chiesto come la giovane detective dovesse condurre l’interrogatorio:

- andare anche oltre il limite della legalità pur di far parlare il sospettato?

- seguire tutte le regole della Legge?

La community di Facebook è stata chiara: un buon detective non si deve sentire al di sopra della legge, ma sconfiggere il nemico sul campo. Se chi deve far rispettare le regole è il primo ad infrangerle, anche se per un bene superiore, quale fiducia potremmo mai avere nella Legge?

Ecco dunque come prosegue la storia scritta seguendo i vostri suggerimenti:

 

Lo guardava attentamente da dietro il vetro specchiato della sala degli interrogatori. Lo studiava e cercava di capire a cosa stesse pensando quel ragazzo dalla faccia assolutamente anonima. Avrebbe potuto sbatterci contro in un corridoio vuoto e non si sarebbe mai ricordata nessun particolare del suo viso. Perché non ce n’erano.

Appena arrivato in commissariato, aveva chiesto di fare una telefonata, com’era suo diritto. Poi si era seduto con un sorrisino stampato sulla faccia e non aveva detto una sola parola.

La detective A. J. Morgan era stata molto dura con lui durante l’interrogatorio, pur rimanendo entro i precisi limiti del codice che le avevano insegnato all’Accademia, ma non aveva ottenuto una sola informazione. Solo un sorriso beffardo.

Mentre lo guardava, ebbe uno scatto d’ira e mollò un colpo così violento alla vetrata che si fece male al polso.

“Calmati ora. L’ansia ti annebbia la mente e non ti fa ragionare. Siamo tutti stanchi, ma dobbiamo tener duro.  Vai a prendere una boccata d’aria. Rilassati un attimo. E poi torna qui: abbiamo del lavoro da fare.”.

Morgan se ne andò senza parlare, scese le scale dirigendosi nella sala relax del commissariato. Un caffè d’orzo le avrebbe tirato su il morale. Non sopportava Mark quando le diceva di calmarsi. In realtà non solo lui; odiava chiunque osasse dirglielo, ma con Mark era diverso: essere redarguita dal proprio capo non è mai piacevole. Sentendo l’odore del caffè, i suoi nervi iniziarono a rilassarsi.

 

Quella saletta le aveva sempre fatto schifo: spoglia, sporca, e con due stampe attaccate al muro che ricordavano alcuni celebri arresti di un’epoca passata. Quelle immagini erano ormai talmente vecchie e ingiallite da distinguersi a fatica dallo sfondo della parete, ingiallito anche quello.

Un particolare però destò la sua curiosità. In una vecchia foto appesa al muro, un delinquente qualunque appena arrestato sorrideva. Una strana inquietudine s’impossessò di lei. Aveva visto quella foto migliaia di volte, perché il suo corpo ora reagiva in quel modo?

In quel momento capì. Nel poco tempo che ci mise la tazza a riempire lo spazio tra la sua mano destra e il pavimento, fracassandosi in mille pezzi, la sua testa ripercorse mentalmente tutto l’interrogatorio. Quell’uomo l’aveva presa in giro fin dall’inizio. Come aveva fatto a non accorgersene prima? Quel sorriso stampato sulla sua faccia non era paura. Era sintomo di sicurezza. Esattamente come il tizio nella foto appesa al muro. Sapeva che ne sarebbe uscito indenne. Ma come?

Un flash.

Appena arrivato al commissariato aveva chiesto di poter fare una telefonata. Ecco la chiave di tutto.

Fece le scale di corsa, piombò nell’ufficio di Mark gridando: “Il telefono, il telefono!”.

Mark era impietrito. Con voce tremante, passandole il cellullare, le disse: “Morgan, non so come dirtelo. Il Demiurgo ha preso in ostaggio…”

 

Chi avrà preso il Demiurgo? Sarete voi a deciderlo. Diteci chi secondo voi avrà rapito il killer.


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