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Capitolo 3 – L'ostaggio

Una scelta impossibile attende la nostra detective nella terza parte di FaceBookInvestigation

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Nelle puntate precendenti di FaceBookInvestigation

Nel bel mezzo del MOMA, Piggy Pink, una delle artiste più quotate del momento, viene uccisa in una sua installazione (una piscina), con una sua opera (un forchettone da barbecue).

Accorre sulla scena del crimine, lasciando a metà un appuntamento, la giovane detective A. J. Morgan che sta seguendo i diversi omicidi commessi dal serial killer soprannominato dalla stampa il “Demiurgo”. Per la prima volta, l’assassino ha commesso un errore ed è stato catturato un suo possibile complice.

Dopo ore di interrogatorio, Morgan non è riuscita a far parlare l’uomo preso in custodia. Davanti a lei non lo sguardo spaventato di chi rischia l’ergastolo, ma il sorriso beffardo di chi è esattamente dove vorrebbe essere e non ha nessuna intenzione di parlare. La tentazione di ricorrere alle “maniere forti”, un modo elegante per dire tortura, è stata forte, ma la detective non ha ceduto ai suoi demoni. In fondo, se chi deve far rispettare le regole è il primo ad infrangerle, anche se per un bene superiore, quale fiducia potremmo mai avere nella Legge?

D’un tratto però, ecco che il piano del Demiurgo si palesa: mentre Morgan sta interrogando il complice, il killer prende in ostaggio una persona a lei cara. Ma chi? Vi abbiamo chiesto di scegliere, e voi avete scelto.

Ecco come continua la nostra storia scritta seguendo i vostri suggerimenti:

Le 3.42. Morgan aveva 18 minuti per raggiungere il luogo indicato dal Demiurgo. Per fortuna a quell’ora della notte il traffico era quasi inesistente.

Le mani, sudate e tremanti, stringevano nervosamente il volante della berlina nera diretta al vecchio molo. Lì avrebbe incontrato Katy, la donna che l’aveva cresciuta come una madre. Lì avrebbe incontrato il Demiurgo, l’uomo che l’aveva presa in ostaggio e ora minacciava di portargliela via.

Durante l’interminabile tragitto in macchina A.J. aveva vagliato tutte i diversi possibili scenari, ma a questo non era preparata. E la cosa peggiore era che era sola, sola e terrorizzata: “Porta uno dei tuoi amici poliziotti e la vecchia muore”, il Demiurgo era stato chiaro. Cristallino.

Ora, davanti a lei, da un lato il Demiurgo con una grottesca maschera da teatro greco, dall’altro Katy in una bara di plexiglass trasparente. La donna non era cosciente, e sopra la sua testa un inesorabile conto alla rovescia segnava 1 minuto e 27 secondi allo zero. Cosa significasse lo zero lo avrebbe scoperto presto.

“Il bene superiore o l’amore per i propri cari? Salvare la propria madre putativa e condannarne una sconosciuta a morte certa o lasciare morire l’unica persona cara e salvare vite senza nome né volto? Sei davanti a un bivio, detective. Cosa sceglierai? Una via esclude l’altra e non c’è ritorno. Le rimane un minuto di ossigeno: o salvi lei, o catturi me”.

Dopo aver proferito questa sentenza, il Demiurgo, vestito di nero, ombra tra le ombre, si volta e sparisce in una botola. Il timer sopra Katy segna 00:56.

Il Demiurgo ha costretto Morgan a giocare al suo diabolico gioco e a fare una scelta impossibile. Come deve comportarsi la giovane detective, inseguire il killer o salvare Katy? Decidetelo voi.


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