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The Strain: il genio visionario (e terrificante) di Guillermo del Toro

Il creatore di The Strain ci parla della sua serie TV horror e della sua ossessione per i vampiri.

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Con 60 nomination all’attivo e un palmares di oltre 25 premi, Guillermo del Toro è un vero fuoriclasse della regia.

Per chi non conoscesse il regista e sceneggiatore (e attore e produttore e scrittore…) di origine messicana, tra le sue opere si annoverano pellicole del calibro di Blade 2, Hellboy, Il labirinto del fauno, Hellboy 2 e Pacific Rim.

Riuscite a notare il minimo comune denominatore?

Sono tutti prodotti di fantasia, di fantascienza in alcuni casi, nati dal genio visionario di del Toro. Mondi onirici e inquietanti (terrificanti, in alcuni casi) creati per raccontare storie uniche, proprio come accade nel suo nuovo progetto televisivo: The Strain.

La serie è l’adattamento dell’omonima trilogia di romanzi scritti a quattro mani dallo stesso del Toro e da Chuck Hogan, co-creatore anche dello show horror.

Intervistato da Collider.com, Guillermo del Toro ha raccontato nel dettaglio la sua nuova fatica lavorativa.

 

The Strain, la serie, si basa sui romanzi che hai scritto con Chuck Hogan. Che rapporto c’è tra libro e serie TV?

La prima serie è il primo libro, ma il rapporto tra carta e piccolo schermo è molto malleabile. Certo, abbiamo tre libri da saccheggiare e ci sono dei passaggi chiave con cui i protagonisti inevitabilmente dovranno scontrarsi, ma la relazione è elastica e c’è margine per inventare nuove cose. Ovviamente senza stravolgere i libri e deludere i lettori che li hanno amati. […] Quel che è certo è che la serie avrà una fine ben precisa: abbiamo materiale sufficiente per tre o quattro stagioni, forse cinque perché il secondo e il terzo libro sono molto complessi. Ma non ci spingeremo oltre.

Guillermo, tu hai diretto l’episodio pilota. Ci sono possibilità di vederti di nuovo dietro la macchina la presa?

È stato al tempo stesso un grande onore e un grande impegno. Fare TV è come fare cardio, e basta guardare una mia foto per capire che non sono il tipo di persona che ama fare allenamento. Scherzi a parte, mi piacerebbe molto dirigere la premiere della stagione 2.

Cosa ci puoi raccontare dei vampiri della serie?

Ci siamo davvero sforzati di far uscire al meglio i tratti fisici e il design di queste creature, volevamo che sembrassero agli occhi degli spettatori non solo “belle” ma anche credibili. Un nuovo gradino nella storia dell’evoluzione di questo pianeta. Tenete presente che ci sono voluti sei mesi solo per disegnare i bozzetti e per le prime realizzazioni 3D, mentre l’esecuzione finale ha richiesto ancora più tempo. Un procedimento decisamente complesso e dispendioso.

Come avete deciso i loro poteri e il loro aspetto fisico?

Sono ossessionato dai vampiri da tanto, tanto tempo. Sin da quando ero molto giovane e molto strambo. Ho letto tutti i miti sui vampiri di tutto il mondo, dal Giappone alle Filippine, dall’Est europeo alla Malesia. Mi sono annotato tutto, già da ragazzino, sulla loro brutale struttura sociale e sulla loro biologia. Alcuni di questi appunti sono finiti in altri lavori [Cronos, il primo film di del Toro, e Blade II] mentre la maggior parte è confluita in The Strain.

Più un vampiro resta in “vita”, più smarrisce la sua umanità. Si inizia perdendo il cuore, letteralmente: il cuore umano è soffocato da quello di non-morto che subentra nelle funzioni primarie.

Per me è un aspetto metaforicamente molto importante perché ciò che guida un vampiro dalla sua vittima è l’amore, sono attratti dalle persone che amano di più. Sostituiscono quindi uno degli istinti che più ci caratterizza come esseri umani con un freddo meccanismo di sostentamento. Il loro cuore è morto.

Il passo successivo è perdere il sistema digestivo e i genitali e, se rimangono in vita molto a lungo, anche il naso. Sviluppano quindi un’apertura all’altezza della trachea che gli permette di dissipare il calore in eccesso e di proiettare verso le vittime il loro pungiglione.

Come si può notare ho optato per un approccio estremamente scientifico. Volevo fossero spaventosi ma non che la gente si limitasse a dire “Oh, pare figo”. Volevo avessero senso.

Se anche voi, come noi, non vedete l’ora di lasciarvi sedurre dal nuovo capolavoro horror di Guillermo del Toro, l’appuntamento con The Strain è per il 9 febbraio alle 21.55. Insieme ai nuovi episodi The Walking Dead 5 si preannuncia un lunedì di puro terrore…

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