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Dimenticate Twilight, i vampiri di The Strain fanno (davvero) paura

I vampiri di The Strain sono brutti e cattivi, per fortuna.

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Prendersi un virus è già una brutta cosa, se poi il virus in questione è un antico quanto letale ceppo di vampirismo - bhé - le cose si complicano ulteriormente.

Questa, volendola buttare sul ridere (anche se da ridere non c'è proprio nulla), è l'idea alla base di The Strain. La serie di 13 episodi, basata sulla trilogia di romanzi creata da Guillermo del Toro e Chuck Hogan, racconta la battaglia per la salvezza dell'umanità combattuta dal dottor Ephraim Goodweather e dal suo team di scienziati.

L'origine del virus? Il Maestro, uno dei vampiri più antichi e potenti in circolazione. Una creatura così mastodontica che per trasporla sullo schermo sono serviti ben due uomini, un attore e un ballerino, e svariati specialisti degli effetti speciali.

L'ispirazione per il centenario Maestro affonda le sue radici nel passato. Per essere precisi «da Nosferatu, uno dei miei film di vampiri preferiti. Sia la versione muta, sia quella di Werner Herzog», ha confessato lo stesso del Toro.

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Niente di più lontano dai "moderni" vampiri belli e dannati alla True Blood e Twilight, quindi.

«Negli ultimi anni il lato romantico dei vampiri è stato esplorato in tutte le sue forme» ha dichiarato il produttore esecutivo Carlton Cuse, che ha aggiunto «Noi al contrario abbiamo riportato i vampiri alla loro essenza originale: terrore e paura».

Dite addio al vampiro-fotomodello Edward Cullen. È arrivato il Maestro, ed è qui per il vostro sangue.

The Strain, ogni lunedì alle 21.50 in prima visiona assoluta su Fox.

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