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Andrea Mainardi e un’intervista… ATOMICA!

La nostra intervista esclusiva ad Andrea Mainardi, il biondo atomico protagonista del nuovo cooking show targato FoxLife

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Simpatico, estroverso, con un’energia straripante: stiamo parlando di Andrea Mainardi, lo chef atomico che in “Ci pensa Mainardi”, ogni domenica alle 19.30 su FoxLife, aiuta chi non è proprio un asso tra i fornelli a cavarsela in cucina. Lo abbiamo intervistato nel backstage della prima puntata. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

Officina Cucina, il tuo ristorante, ha soltanto un tavolo: è come se i clienti venissero a mangiare a casa tua. Sei tu stesso a dare il benvenuto?

Sì, perché il successo di un ristorante dipende almeno per il 60% dall’accoglienza. Io l’ho capito con Officina Cucina: far sentire subito a casa chi ti vede per la prima volta è essenziale per tutta la cena. Di solito gli chef si rinchiudono in cucina, con una mentalità – passatemi il termine – bigotta. Si dedicano completamente ai piatti e poco alle persone. Nel mio ristorante ho solo un tavolo e non ho dipendenti, faccio tutto io: dall’accoglienza alla cucina. Ho fatto così perché non volevo puzzare di frittella, non volevo essere circondato da nessuno e non volevo casini. Sì, sono un po’ egocentrico [dice ridendo].

Qualcuno dei clienti si offre di darti una mano a cucinare?

Assolutamente sì! Il mio è un ristorante divertente, un salotto senza barriere tra cucina e sala. I più curiosi e appassionati si alzano e vengono in cucina con me, così discutiamo e parliamo delle tecniche pazzesche che uso. Perché cucinare insieme è meraviglioso, è un modo di comunicare emozioni e recuperare il valore del convivio. Proprio quello che cerco di insegnare in “Ci pensa Mainardi”.

 

Visto che hai parlato di tecniche pazzesche, c’è qualche piatto di un altro cuoco che avresti voluto inventare?

Non c’è un piatto singolo, ma invidio – e ammiro – Gualtiero Marchesi, il mio mentore, perché ha saputo cambiare la filosofia della ristorazione. Un giorno, quando ero agli inizi e lavoravo da lui, mi ha simpaticamente spiaccicato la faccia contro il vetro che divideva la cucina dalla sala e, come un padre, mi ha detto: “Vedi il tuo piatto? Guarda come lo assaggia il cliente. L’hai preparato con le tue mani”. Senza tanti giri di parole, senza dirmi “metti l’erba cipollina così”. Mi ha fatto capire che se ci metti passione, se ci metti energia positiva, dall’altra parte tutto questo viene percepito. Non basta mettere il basilico al posto della menta per essere un grande chef.

 

Qual è il piatto che ti ha emozionato di più?

L’arrosto variegato [ride]di mia madre. È l’emblema del Natale della mia famiglia, lo porto sempre nel cuore. È un petto di tacchino battuto, farcito con frittata, spinaci, prosciutto, formaggio arrotolato, chiuso nello spago e poi arrostito, fatto a fettine e servito con salsa verde e carciofino. Una vera tradizione per noi. Invece ciò che mi emoziona di più cucinare sono le lasagne perché è il piatto preferito da mia figlia.

 

Adesso ti facciamo una serie di domande flash! Domanda breve – risposta breve. Hai prenotato un tavolo per due nel tuo ristorante preferito. Chi ci porti?

Una donna… hai detto “risposta breve” quindi non aggiungo altro…

 

Se non avessi fatto il cuoco, cosa avresti fatto?

Il pilota di aerei!

 

Sei più da peperone verde o pomodoro rosso?

Peperone verde.

 

E ora concludiamo con le tue personali classifiche.

5 strumenti che non possono mancare in cucina?

1) Coltelli.

2) Pinze da chef.

3) Pellicola.

4) Batticarne.

5) Cucchiaio.

 

5 ingredienti che non fai entrare nella tua cucina?

Una domanda molto difficile per uno chef… vediamo…

1) Cetrioli sottaceto.

2) Rognone.

3) Riso parboiled.

4) Cuori di palma.

5) E l’abbinamento cioccolato/menta che proprio non mi piace!

 

I 5 migliori cuochi in questo?

1) Il primo posto è facile… Gualtiero Marchesi, il mio maestro.

2) Antonino Cannavacciuolo.

3) Gordon Ramsay.

4) Ferran Adrià.

5) E poi Fabio Sessini, il primo chef ad avermi fatto lavorare in una cucina vera.

5 canzoni che ascolti quando cucini?

1) “Get Get Down” di Paul Johnson che rappresenta il mio spirito dance.

2) “We are the Champions” dei Queen che dà sempre la carica giusta.

3) Tutta la musica country, perfetta per creare atmosfera in cucina.

4) “Magnifico” di Fedez che mi ricorda una donna importante.

5) “Essenziale” di Marco Mengoni perché la canto a squarciagola con mia figlia mentre cuciniamo.

 

5 luoghi nel mondo che ti hanno ispirato in cucina?

1) Svezia perché è meraviglioso vedere come pescano, lavorano, trattano il merluzzo nero. Lì ho imparato molto sugli abbinamenti tra carne e frutti rossi.

2) America, tra Boston e Connecticut dove ho un mio ristorante, per l’approccio psicologico alle salse.

3) Albenga e i suoi due mari: il primo è il Mar Ligure, il secondo è il mare di erbe aromatiche. È un sogno per gli occhi e il naso di uno chef immergersi tra timo, basilico e odori della Riviera.

4) Nord Africa per le spezie.

5) Giappone per la professionalità con cui trattano la materia prima, in modo puro, senza contaminarla. Anche se la cucina giapponese, più che farla, mi piace mangiarla.

 

E, dulcis in fundo, i 5 motivi buoni motivi per guardare “Ci pensa Mainardi”?

1) Fa emozionare.

2) Racconta storie vere di famiglie italiane, in cui ci si può rispecchiare e immedesimare.

3) Ha un format fresco, divertente, rapido e molto giovane.

4) È atomico!

5) E poi…

 

Puoi anche dire che dobbiamo vederlo perché ci sei tu!

Giusto giusto! Perché ci sono io! Potete mettere uno smile dopo questa frase?

:-) Ecco fatto, Andrea! Chiudiamo questa piacevole chiacchierata ricordando che Andrea Mainardi è su FoxLife ogni venerdì alle 19.30 con il suo “Ci pensa Mainardi!”.

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