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The Walking Dead: Hail to the Rick

Rick Grimes è il re di The Walking Dead, e tutti noi siamo i suoi sudditi.

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Come fa un integerrimo sceriffo di una tranquilla città di periferia a trasformarsi in sole cinque stagioni in un brutale capobranco? Che fine ha fatto il Rick Grimes versione "FarmVille" di inizio quarta stagione?

Il personaggio di Andrew Lincoln è stato cambiato dall’apocalisse zombie, come tutti, ma è legittimo sospettare che forse abbia superato la linea di non ritorno che separa l’uomo dalla bestia.

Qualche esempio? Quando azzanna alla giugulare Joe, il capo del gruppo a cui si era unito Daryl alla fine della stagione 4. Oppure quando prima investe e poi spara a sangue freddo a Bob, il poliziotto di Atlanta che aveva tentato la fuga sul finire della prima metà della quinta stagione. O ancora, per rimanere al season finale (leggi il nostro commento alla puntata), quando non ha esitato a giustiziare Pete, il marito violento e alcolizzato di Jessie.

Non è tanto il cosa ha fatto Grimes, in fondo aveva già ucciso e ucciderà ancora, ma il come.

Senza tentennamenti, senza provare rimorso. Perché non c'è spazio per queste due cose in un mondo popolato da zombie. "Se non combatti, muori". Rick lo ripete più volte. 

Grimes non è un eroe, è un sopravvissuto: sa quello che va fatto e non ha paura di farlo. Al di là del bene e del male, del giusto e dello sbagliato, Rick è il maschio alfa e farà tutto ciò che è necessario per difendere il suo branco.

Perché in fondo, diciamocelo, se dovesse scoppiare un'apocalissi come in The Walking Dead vorremmo avere lui e nessun altro lla guida della nostra Famiglia (sì, con la F maiuscola).

Hail to the Rick.


PS: "Rick, fallo". E non c'è da aggiungere altro.

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