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Recensione American Horror Story: Hotel - Episodio 2: Scivoli e scale

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American Horror Story: Hotel prosegue alla grande e ci presenta dei nuovi personaggi, fra cui il signor James Patrick March: un vero cattivo con la "C" maiuscola.

Lady Gaga in una scena con Finn Wittrick nel secondo episodio di American Horror Story: Hotel

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Stabilite le regole del gioco, è ora di iniziare a giocare: inizia lo spettacolo.

American Horror Story Hotel ci regala un episodio ricchissimo di emozioni e di personaggi che difficilmente riusciremo a dimenticare.

Finn Wittrock, già apprezzato nella precedente stagione (Freak Show), si unisce al grande cast della serie nel ruolo di Tristan, un modello tossicodipendente con cui la Contessa - il personaggio di Lady Gaga - sostituisce il povero Donovan (Matt Bomer). L'amore, per i vampiri - e in questo episodio la parola "vampiro" viene pronunciata per la prima volta - sembrava la promessa di un'unione eterna, ma si dimostra effimero come la moda. Il guardaroba va rinnovato e la Contessa non ci pensa due volte.

Anche Naomi Campbell fa il suo ingresso nella serie, nel ruolo di una giornalista di Vogue. Ma l'ingresso trionfale è senza dubbio quello di Evan Peters. Questa volta il giovane e talentuoso attore ha il ruolo di James March, il magnate del petrolio che nel 1925 fece costruire l'Hotel Cortez appositamente per cacciare e uccidere le sue vittime: la dipendenza, filo conduttore di questa nuova stagione, continua a essere protagonista.

I vampiri (la Contessa, che si mantiene giovane con il sangue degli innocenti, come faceva la diabolica Elizabeth Bathory, contessa anche lei, guarda caso) sono dipendenti dal sangue, ma anche dal potere (cacciano anche quando non ne hanno bisogno, oppure guardano House of Cards...); i tossicodipendenti (Donovan, Tristan) dipendono da varie sostanze, gli autodistruttivi (Sally) dal dolore, i sopravvissuti (John Lowe, Iris) dal senso di colpa; gli ingranaggi del sistema dipendono dalla moda del momento (la dottoressa Lowe è un medico che deve di nuovo affrontare lo scottante tema dei genitori che si rifiutano di vaccinare i figli).

E il signor James Patrick March (le cui iniziali compaiono ovunque nell'hotel e sono come quelle del celebre finanziere JP Morgan), era dipendente dall'omicidio. Un serial killer fra i più spietati mai visti sul piccolo schermo, che non provava il minimo rimorso e variava modus operandi a seconda della vittima e delle circostanze. Un pazzo che si dichiara figlio dell'uomo più crudele mai esistito, ma che certamente ha superato il suo maestro.

Love this artwork of Mr. March!! #AHS

A photo posted by The Countess (@ladygaga) on

La dipendenza impedisce a chi ne soffre di vedere alternative. Non c'è possibilità di scelta per i personaggi della serie perché la paura è alla base di ogni dipendenza. Paura di non farcela, paura di accettare che il tuo bambino scomparso si trova davvero nell'hotel in cui vivi. La paura che cerchi di mettere a tacere, mentre lei grida, risvegliando i nostri demoni. E se Dio rappresenta la speranza di sconfiggerli, allora bisogna uccidere Dio...

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