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100 anni di zombie in un video: l'evoluzione dei morti viventi

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Un video di Top Trending ricostruisce i principali cambiamenti subiti dallo zombie. Con l'occasione, rivediamo (in breve) la storia dell'evoluzione dello zombie.

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Com'è cambiato lo zombie al cinema e in TV? Questo video ce lo racconta attraverso l'accurata ricostruzione dei principali "tipi" di zombie che abbiamo visto su piccolo e grande schermo.

A contribuire ai cambiamenti non ci sono solo gli effetti speciali. C'è soprattutto la necessità di rendere sempre più attuale una delle figure più sfruttate dalla letteratura, dai fumetti e dal cinema.

Mentre manca solo una settimana al ritorno di The Walking Dead, con la seconda parte della sesta stagione (da lunedì 15 febbraio alle 21.00 su FOX), gli zombie ricostruiti da Top Trending per promuovere il nuovo capitolo dei videogame Dying Light ci raccontano la loro e la nostra storia.

 

Gli zombi de La notte dei morti viventi

I fattori che hanno portato alla trasformazione della figura dello zombie nel corso degli anni sono principalmente due: l’evoluzione dei gusti del pubblico e quella del linguaggio cinematografico.

Se all’epoca del muto la figura del sonnambulo era sufficiente a terrorizzare le platee, e se fino agli anni Cinquanta lo zombie rappresentava “l’invasore”, facendo per l’horror ciò che L’invasione degli ultracorpi aveva fatto per la fantascienza, il 1968 cambiò tutto.

La notte dei morti viventi e i successivi lavori di George A. Romero resero gli zombie una moltitudine di mostri spaventosi, ma soprattutto… Democratici.

Cadaveri rianimati di ogni età, sesso, razza e dimostrarono che lo zombie faceva paura perché era al tempo stesso incredibile e verosimile.

Col passare degli anni, però, la figura del mostro senz’anima spinto solo dall’istinto e dalla fame ha subìto una radicale trasformazione. Soprattutto dalla anni Novanta, con pellicole che portarono delle novità nel filone (penso a Il serpente e l’arcobaleno di Craven o a I, Zombie di Andrew Parkinson).

Bill Pullman in una scena de Il serpente e l'arcobaleno di Wes Craven

Grazie ai videogiochi - Resident Evil su tutti - lo zombie ha iniziato a trasformarsi, per arrivare allo “zombie corridore” del Nuovo Millennio. Quello di 28 giorni dopo e del remake di Snyder de La notte dei morti viventi (uscito in italiano con il titolo L’alba dei morti viventi, traduzione corretta del film di Romero precedentemente distribuito come Zombi), che si adeguava al frenetico ritmo della nostra vita quotidiana per rendere tutto più adrenalinico.

Il fortunato filone della parodia, con capolavori del genere come L’alba dei morti dementi e Benvenuti a Zombieland, ha reintrodotto lo zombie “lento” che avrebbe fatto la fortuna di The Walking Dead. Riportando lo zombie movie alla sua origine: lo scontro - faccio a faccia - fra l’uomo e la sua più grande paura, la morte.

Perché le mutazioni genetiche dei mostri di Resident Evil e gli zombie corridori del Nuovo Millennio avevano dato vita a nemici più temibili e difficili da aggirare, ma lasciavano invariata la vera forza dello zombie: costringerci a confrontarci con noi stessi e con il nostro lato oscuro. Per chiederci fino a che punto saremmo disposti ad arrivare, pur di sopravvivere, in un mondo dominato dai morti viventi...

Milla Jovovich in Resident Evil

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