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Recensione X-Files: la miniserie-evento. Episodio 5 Babilonia

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Nel penultimo episodio di questa miniserie, X-Files ci porta indietro nel tempo, ancorandosi anche all'attualità. Come solo una grande, grande serie sa fare...

X-Files: Mulder, Scully, Einstein e Miller in Babilonia

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Neanche se stessi guardando "La guerra dei cloni" avrei sperato in tanto.

Le "versioni giovani" di Mulder e Scully, gli agenti Miller (Robbie Amel) e Einstein (Lauren Ambrose), mantengono il legame con quel gusto del bizarre che fa da filo conduttore ai nuovi episodi di X-Files.

Perfino le assonanze dei nomi (Mulder e Miller, mentre Einstein fa il verso alla scienziata) ricordano i nostri eroi, che si rivedono in una giovane coppia di agenti che lavora in modo molto simile al loro, a dispetto della tecnologia di cui dispongono.

E passano il tempo a discutere di Mudler e Scully, e del loro rapporto, come se, a loro volta, vedessero il futuro riflesso nel volto degli agenti che fanno venire l’emicrania a Skinner.

Mentre le “coppie” si scambiano, l’indagine su un attentato terroristico - drammaticamente attuale - s’intreccia con dialoghi fra "sputasentenze" e "creduloni", per dirla con parole loro.

X-Files: Mulder e Scully in Babilonia

Serio e faceto si alternano con equilibrio, mentre Scully cerca di comunicare col terrorista sopravvissuto, ora in coma, e Mulder cerca di convincere Einstein a fare la stessa cosa con dei “funghetti magici”.

E quando interviene i dipartimento della Difesa, per rimuovere l’FBI dal caso, basta una telefonata. Per riprendersi il caso e per chiamare rinforzi: Mulder. Pronto a darci il meglio.

Mentre l’infermiera si lancia nella sua crociata a suon di pregiudizi, tradendo il proprio giuramento di curare chiunque a prescindere dalla sua identità, Einstein e Mulder provano a comunicare con ciò che resta dell’uomo che giace in un letto d’ospedale, anziché essere morto come previsto dal suo stesso piano.

Il piano di Mulder, invece, prevede di provare personalmente il “funghetto magico” per testarne gli effetti. E ci regala un’esilarante sequenza che ricorda tanto un Hank Moody (molto più morigerato, e anche un po’  più anziano. Sebbene pronto a smentirci con l’agilità sulla pista da ballo).

X-Files: Mulder sulla pista da ballo in Babylon

Coinvolgendo i personaggi storici della serie nel suo scatenato ballo country, Mulder può farli "rientrare" in scena senza dovere alcuna spiegazione. Per poi finire sottomesso da Einstein e poi dall'Uomo che Fuma, eterno simbolo del complotto.

A contare davvero, però, è il doppio approccio alla sitauzione, come ai vecchi tempi: Scully cerca il modo scientifico, Mulder quello meno convenzionale. E quando il funghetto magico si rivela un placebo, e il metodo scientifico non dà i risultati sperati, come sempre il perfetto mix dei due ci offre la soluzione.

La madre del terrorista, quella che Mulder ha “sognato”, porta le risposte. Con i sogni e le preghiere, giusto un attimo prima che il ragazzo muoia, rivelando la sede della cellula di cui faceva parte. “Babylon” è la risposta a tutte le domande: la divisione fra gli uomini voluta da Dio si traduce nel nido dei terroristi.

Per quanto sembri incredibile, ancora una volta l’unione di scienza e fede ha salvato il mondo. Perché, come diceva Einstein (quello vero):

La cosa più bella che spossiamo sperimentare è il mistero, perché è l’unione della vera arte e della vera scienza. 

Nel prossimo e ultimo episodio di X-Files:

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