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Recensione American Horror Story: Hotel Episodio 12 (finale)

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L’Hotel Cortez sta per lasciarci, insieme alle anime dannate che lo abitano. Prima, però, deve parlarci del vero, insospettabile motore della stagione: l’amore.

Sara Paulson è Billie Dean Howard

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Dagli ultimi eventi, quelli raccontati nell’episodio precedente, è passato quasi un anno.

Iris e Liz sognano di costruire un nuovo Hotel Cortez: hanno rinnovato le stanze, la hall, lo stile e l’accoglienza. Peccato che i “fantasmi” continuino ad ammazzare i clienti…

Tanto da costringere i due a convocare una riunione. Sally non vuole saperne, di smettere di uccidere: sappiamo che la solitudine è la sua vera debolezza, e cerca un compagno. Ucciderà finché non ne troverà uno adatto.

Il signor March, però, non è dello stesso parere: gli omicidi devono cessare. Almeno fino al 2026, anno in cui l’edificio del Cortez verrà dichiarato “palazzo storico”.

Cosa succederebbe, se l’albergo dovesse fallire? Dove finirebbero le anime dannate? La risposta è una sola: al cospetto del Creatore.

E non hanno certo voglia di essere giudicati, viste le loro condotte.

In un gioco fra superstizione, sacro e profano, American Horror Story - Hotel ci saluta.

Sally trova una nuova vita nella rete e nei social network: al giorno d’oggi, non si è mai veramente soli e la compagnia virtuale è molto meglio della solitudine, tanto da spingere Sally l’Ipodermica a chiudere con la droga.

In un nuovo crossover, la sensitiva Billie Dean Howard, direttamente dalla prima stagione di American Horror Story, permette a Sarah Paulson di interpretare un doppio ruolo.

E a noi di rivivere una seconda Notte del diavolo, scoprendo che ne è stato di John Lowe e della sua famiglia.

L’amore, incredibile ma vero, è il centro nevralgico attorno a cui ruota questo finale di serie.

L’amore fra Liz e Tristan, che finalmente si ritrovano quando Liz non ha altra scelta che diventare un’altra anima dannata: la scena della sua morte, e l’abbraccio con il ritrovato Tristan, avrebbero commosso anche un sasso.

Questa è American Horror Story, signore e signori: si trema, si ride e si piange. E si celebra l’amore (anche quello malato), l’unico vero motore di tutta la storia narrata fin qui.

La Contessa nell'episodio finale di American Horror Story: Hotel

La grande famiglia dei vivi, dei morti e dei non morti dell’Hotel Cortez ci saluta in un tripudio di minacce, critiche ai mass media (la trasmissione di Billie Dean fornisce una brutta reputazione al Cortez, e deve cessare immediatamente) e celebrazione di un amore che va oltre la morte.

Un amore che dura per sempre, e che vive dei pochi attimi che gli sono concessi.

Come la sola notte all’anno che John Lowe, ucciso dalla polizia di fronte all’albergo, può trascorrere con i suoi cari, inclusa una vivissima e cresciuta Scarlett.

E come la continua, infinita ricerca della Contessa, che non smetterà di collezionare nuovi amanti, nella ricerca infinita dell’unico, vero e grande amore che non troverà mai.

Perché, ed è questo il messaggio della serie che si chiude celebrando il sentimento più lontano dall’orrore, non c’è amore per i mostri. O, almeno, non per quelli che l’hanno negato ad altri.

O che l’hanno trasformato in paura, morte e distruzione.

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