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Il Google Doodle dedicato ad Alda Merini celebra la sua primavera

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Nell'anniversario della sua nascita, Google dedica un Doodle ad Alda Merini, apprezzata scrittrice scomparsa nel 2009 dopo una vita intensa e ricca di ispirazione.

Il Goodle Doodle di Alda Merini ritrae la celebre poetessa italiana

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Il Google Doodle di Alda Merini (1931-2009) è un delicato omaggio alla vita di una delle poetesse italiane più amate di sempre.

La scrittrice milanese scomparsa sette anni fa, dopo una lunga e tormentata malattia, avrebbe compiuto 85 anni oggi, 21 marzo.

Nell'anniversario della sua nascita, riecheggiano in rete come un mancato buon compleanno i versi della sua poesia Sono Nata il Ventuno a Primavera.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

In pochi conoscono in modo approfondito la vita di Alda Merini e le sue opere, ciò nonostante i suoi aforismi compaiono con una certa frequenza sulle homepage degli utenti di Facebook.

Per ricordarla ripercorriamo, brevemente, l'opera più bella che abbia mai scritto: la sua vita.

Una delle foto più conosciute di Alda Merini

La piccola Alda era una bambina sensibile e malinconica, un tratto tipico delle future scrittrici.

Cresciuta a Milano in una famiglia monoreddito non riuscì a farsi ammettere al prestigioso Liceo Manzoni perché, ironia della sorte, non superò la prova di italiano!

Esordì a 15 anni quando Giacinto Spagnoletti, il poeta e critico letterario che l'aveva scoperta, pubblicò le sue poesie Il Gobbo e Luce all'interno dell' Antologia della Poesia Italiana Contemporanea 1909-1949.

Tra una chiacchierata con Eugenio Montale e una con Salvatore Quasimodo, pubblicò per Bompiani il suo primo lavoro in prosa: La Pazza della Porta Accanto.

A partire dagli anni '60 si manifestò un disturbo bipolare che la costrinse ad alternare momenti di vita familiare, come moglie e madre di quattro figlie, ad atri trascorsi in ospedale.

Le sofferenze accumulate nutrirono il suo talento prendendo vita, dieci anni dopo, nella raccolta di poesie La Terra Santa.

 

Rimasta vedova, negli anni '80 si trasferì a Taranto, dove si risposò e affrontò un altro difficile periodo di salute.

Sei anni dopo ritornò a Milano, dove tra la scrivania della sua casa sui Navigli e i tavolini del caffè-libreria Chimera si dedicò anima e corpo alla scrittura

Nel 1992 ottene uno dei riconoscimenti letterari italiani più importanti: Il Premio Librex Montale per la Poesia.

Da allora sperimentò mezzi d'espressione più concisi, producendo numerosi manifesti a aforismi, i migliori dei quali vennero raccolti nel libro Aforismi e Magie (1999).

Nel 2000 attraversò una fase mistica, espressa nelle opere del periodo come Maledizioni d'Amore, Il Paradiso, Ora che Vedi Dio.

La targa commemorativa per Alda Merini
Dall'intimità dei misteri del mondo alle mura esterne della sua abitazione

L'1 novembre 2009 un tumore osseo smise di consumarla e dal 2010, vicino il portone della sua casa troneggia una targa a lei dedicata: “Ad Alda Merini, nell’intimità dei misteri del mondo”.

Oggi, Google le celebra in un Doodle attraverso un'iniziativa poco intima ma sicuramente efficace, perché anche i web surfer più distratti si troveranno a dedicarle un pensiero.

E voi come ricorderete Alda Merini?

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