The Story of God: intervista al produttore/presentatore Morgan Freeman

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Ci siamo confrontati con Morgan Freeman, rivolgendogli curiose domande su "The Story of God" in onda dal 7 aprile ogni giovedì su National Geographic Channel

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The Story of God è la serie evento di National Geographic Channel prodotta e presentata dal Premio Oscar Morgan Freeman, che partirà per un viaggio intimo, epico e coinvolgente tra i misteri del divino, alla scoperta di come la religione si sia evoluta nel corso dei secoli.

Ci siamo confrontati con il produttore e presentatore di The Story of God, Morgan Freeman, rivolgendogli curiose domande sullo show.

Quando ha iniziato a prendere forma il programma The Story of God?

Penso che tutto sia nato quando io e Lori [Lori McCreary, co-founder insieme a Freeman di Revelations Entertainment] eravamo in viaggio a Istanbul, 5 o 6 anni fa.

Stavamo visitando Hagia Sophia, un museo che 1.400 anni fa era una cattedrale e poi, nel 1935, è stata trasformata in moschea.

Mentre osservavamo gli affreschi, abbiamo notato che alcuni dei dipinti ritraevano storie della Bibbia, affini solo alle religioni cristiane ed ebree. Lori chiese alla guida se durante la trasformazione in moschea i dipinti fossero stati coperti, ma lui affermò che i Musulmani celebravano anche questo tipo di storie e avvenimenti. Eravamo entrambi sorpresi da quanto ci fosse in comune tra 3 religioni apparentemente così diverse.

Qui scattò la scintilla e nacque l’idea di creare un documentario su Dio che racconti le storie da punti di vista diversi. Quando mi chiesero se volessi presentarlo io non ebbi esitazioni, accettai subito.

Qual è il tuo approccio con Dio e con le storie su di lui?

Mi piace definirmi “un eterno studente di religione” ma non sono mai arrivato a una vera conclusione. Mi sono spesso posto le domande che molti di noi si fanno a un certo punto della loro vita: Perché sono qui? A quale scopo? Come sono arrivato fin qui?

La scienza ha trovato risposte ad alcuni dei grandi quesiti della storia ma non a tutti.

Quando ero in visita al Vaticano, per esempio, ebbi l’onore di parlare con Monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Quello che mi disse riguardo al Big Bang mi fece riflettere, in quanto sosteneva che questa teoria non comprovava al 100% la creazione.

Cosa esisteva prima del Big Bang? Da dove proveniva la materia che si è fusa per dar vita all’esplosione? Non c’è risposta certa a questa domanda quindi per me Dio è il grande mistero.

Come avete scelto i temi che verranno toccati in ogni episodio?

I 6 temi che tratteremo in queste puntate si basano su alcune delle domande chiave che gli umani si pongono dall’alba dei tempi:

Creazione – Come siamo nati?

Resurrezione – Cosa succede dopo la morte?

Apocalisse – Ci sarà una fine anche per l’Universo?

Diavolo – Perché compiamo cattive azioni?

E così via…

Dopo più di 40 giorni di riprese, quali sono stati i migliori momenti?

A dirla tutta, il luogo in cui mi son sentito più a mio agio è stata la Chiesa di Joel Osteen, il famoso predicatore protestante americano. Ho capito perché così tante persone siano seguaci di quell’uomo.

L’impatto visivo del fiume Gange a Varanasi, in India, è stato affascinante. Vedere i rituali che si svolgono in questo corso d’acqua, la cremazione, il bagno dei fedeli o semplicemente le lavandaie che ogni mattina puliscono i propri indumenti, mi ha davvero entusiasmato.

Ho adorato camminare nelle stradine indiane piene di templi, mercatini e uomini di santità mentre la visita con Monsignor Sorondo mi ha riempito il cuore. 

Aveva alcune aspettative da questo viaggio?

No. Durante l’intero viaggio ho visitato i luoghi di culto senza farmi un’idea premeditata perché volevo essere il più imparziale possibile. Non voglio nemmeno imporre il mio punto di vista, voglio solo raccontare la storia nel migliore dei modi.

Questo documentario non riguarda me ma la storia di Dio. Non sono qui per dare opinioni sulla religione, cerco invece di interrogarla facendo domande mirate agli esperti.

Ci sono state sorprese?

Non la chiamerei sorpresa ma sicuramente mi ha affascinato il fatto che molte persone si ponessero le stesse domande perché in fondo siamo tutti alla ricerca della verità.

Cosa pensi rimarrà di questo show agli spettatori?

La mia speranza è che il pubblico capisca meglio la religione grazie a The Story of God, proprio come è successo a me. Abbiamo fatto un ottimo lavoro e spero che possa aiutare gli spettatori a trovare una connessione con Dio. Mi auguro che lo guardino perché la storia e il film sono talmente ben scritti che parlano da soli.

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