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Wentworth Miller di Prison Break risponde ai meme con la confessione shock

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Wentworth Miller vittima di body shaming. Con un toccante post su Facebook, l'attore di Prison Break risponde ai meme e rivela di avere pensato al suicidio.

Wentworth Miller durante una conferenza stampa

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Il body shaming  - ovvero il bullismo contro chi è "troppo grasso", "troppo magro" o semplicemente ha un corpo che non corrisponde ai parametri imposti dalla società - è la piaga del nuovo millennio, ma stupisce quando a denunciare di averlo subito è un attore come Wentworth Miller.

Con un lungo e toccante post su Facebook, l'interprete di Prison Break ha risposto a un meme che mette a confronto una foto di lui con il corpo scolpito e tatuato di Michael Scofield e un'altra in cui è in sovrappeso, spiegando che al tempo della seconda immagine era depresso e stava pensando al suicidio.

L'attore scrive di essere abituato agli "sfottò" social, ma che quello in questione lo ha colpito perché lo riporta a un periodo buio della sua vita:

Oggi mi sono ritrovato a essere il soggetto di un meme su Internet. Non è la prima volta. Ma questa è diversa. Nel 2010, quando mi ero quasi ritirato dalla recitazione, cercavo di tenere un profilo basso per una serie di ragioni. La prima e la più importante è che avevo tendenze suicide.

Miller spiega di avere sofferto di depressione fin dall'infanzia e racconta di come si vergognasse e si sentisse inadeguato per la propria condizione, rivelando che il suo unico conforto era il cibo.

Mangiare è diventata la sola cosa che desideravo. La sola cosa che mi faceva andare avanti. C'erano dei periodi durante i quali il momento migliore della settimana erano il mio piatto preferito e un nuovo episodio di Top Chef.

Il protagonista di Prison Break, di cui è in lavorazione una mini-serie evento, continua la sua dolorosa confessione raccontando di essere inevitabilmente ingrassato, molto, e arriva quindi a parlare della foto "incriminata", che lo ritrae fuori forma, con una t-shirt rossa informe e una inusuale zazzera di ricci neri.

L'attore stava facendo una passeggiata con un amico, a Los Angeles, quando è passato per caso vicino al set di un reality show. Sul posto c'erano anche dei paparazzi che lo hanno immortalato, affiancando il nuovo scatto a quello di lui con i muscoli in bella mostra e corredando il tutto di "battute", come "da stallone a ciccione" e "da fisicato a molle".

Wentworth Miller con Dominic Purcell in una scena di Prison BreakFox
Wentworth Miller con Dominic Purcell in una scena della serie Prison Break

L'immagine è finita su tutti i giornali e i magazine di gossip ed è arrivata anche a sua madre, che si è preoccupata molto e l'ha chiamato, aggravando la sua prostrazione:

Nel 2010, mentre combattevo per la mia salute mentale, era l'ultima cosa di cui avessi bisogno.

Tuttavia, Miller ce l'ha fatta, è "sopravvissuto", come dice lui stesso, e oggi, quando guarda quella foto, la sua mente è attraversata da pensieri positivi: 

Adesso, quando vedo quell'immagine di me con una t-shirt rossa, un raro sorriso sul viso, mi ricordo di quella battaglia. La mia resistenza e la mia perseveranza di fronte a ogni tipo di demone.

L'interprete di Michael Scofield, personaggio di cui vestirà di nuovo i panni a breve, rivela che la prima volta che ha visto il meme gli si è bloccato il respiro, ma che in seguito ha capito che poteva decidere lui come interpretarlo:

Il significato che scelgo di dare a questa immagine di me è Forza. Guarigione. Perdono. Per me stesso e per gli altri.

Al termine del suo lungo post, Miller invita chi sta vivendo le stesse cose a non vergognarsi e a cercare aiuto.

Un messaggio forte, "consolatorio" e pieno di speranza, tanto più perché arriva da un personaggio pubblico, un "privilegiato".

Come Hayden Panettiere, che in un'intervista ha raccontato la sua battaglia contro la depressione post-partum, anche Wentworth Miller ha scelto infatti di farsi vedere nella sua fragilità, per dimostrare che non bisogna colpevolizzarsi per quello che si è, né lasciarsi condizionare dal giudizio degli altri al punto di mettere in discussione la propria vita.

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