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ScarJo asiatica con la CGI: ecco la nuova accusa a Ghost in the Shell

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Spuntano nuovi problemi per il live-action di Ghost in the Shell, accusato di voler assegnare tratti asiatici alla sua protagonista, Scarlett Johansson, grazie agli effetti speciali.

Scarlett Johansson e Motoko Kusanagi a confronto

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È una vera e propria bufera quella che circonda il film di Ghost in the Shell.
L'adattamento live-action del manga di Masamune Shirow ha iniziato a far parlare di sé a causa di una scelta estremamente controversa: affidare alla caucasica Scarlett Johansson il ruolo di protagonista.

Nel dibattito si sono inserite diverse personalità del mondo dello spettacolo, da Ming-Na Wen (Malinda May in Agents of S.H.I.E.L.D.) allo sceneggiatore Max Landis, che ha scatenato un polverone per proprio conto.

Con le riprese iniziate da poco in Nuova Zelanda, Paramount e DreamWorks si trovano davanti ad accuse che vanno oltre il semplice whitewashing, la pratica di affidare ad attori bianchi ruoli che sarebbero dovuti andare a interpreti di colore.
Il sito americano ScreenCrush è stato informato da diverse fonti indipendenti chem all'insaputa di Scarlett Johansson, i due studi avrebbero fatto degli esperimenti per far sembrare asiatici gli attori di razza caucasica.

Gli effetti speciali sarebbero serviti a cambiare la fisionomia dell'attrice per renderla più simile al Maggiore Motoko Kusanagi.

Un'ammissione e una smentita ufficiale

In una dichiarazione ufficiale, Paramount e DreamWorks hanno ammesso di aver condotto dei test con l'aiuto di Lola VFX, responsabile dei cambiamenti d'età di Brad Pitt nel Curioso Caso di Benjamin Button.
C'è però una smentita categorica sul fatto che anche la protagonista sarebbe stata ritoccata:

Abbiamo fatto un test per una scena specifica con un personaggio secondario, che però è stata eliminata. Non abbiamo assolutamente fatto alcun test degli effetti speciali sul personaggio di Scarlett e non abbiamo alcun piano futuro di farlo.

ScreenCrush insiste sulla bontà delle sue fonti, convinte che i test siano stati commissionati proprio per modificare la fisionomia della Johansson, probabilmente come reazione alle critiche sempre più aspre dei fan del franchise.

Ricordiamo che la prima scelta degli studi sarebbe stata un'altra attrice caucasica: Margot Robbie, che ha rifiutato il ruolo per interpretare Harley Quinn in Suicide Squad.
Inoltre, al momento tutte le fonti ufficiali si riferiscono alla protagonista come "il Maggiore", evitando di affidarle un nome proprio.

Max Landis getta benzina sul fuoco

Una delle ultime voci che si sono unite al dibattito su Ghost in the Shell è Max Landis, sceneggiatore di Chronicle e American Ultra.
Il video che ha rilasciato nelle ultime ore ha suscitato a sua volta qualche aspra critica, poiché ad alcuni fan è sembrato una giustificazione del whitewashing a cui si oppongono.

In sostanza, Landis afferma che i fan fanno bene ad essere adirati, ma se la stanno prendendo con le persone sbagliate: non è colpa dell'industria cinematografica (e sicuramente non di Scarlett Johansson) se siamo arrivati a scelte così controverse.
Il colpevole è la cultura in cui ci troviamo, dove ci sono sempre meno "attori che contano qualcosa".

L'unica ragione per cui siete arrabbiati per Scarlett Johansson in Ghost in the Shell è che non sapete come funziona l'industria cinematografica.

Il creativo ha affermato che al momento ci sono dai 10 ai 15 attori, di cui 2 di colore, capaci di "far realizzare un film"; il numero scende a 5 nel caso di cui si parli di attrici. Una di queste sarebbe proprio la Johansson, che Landis ha definito "la cosa migliore che poteva capitare a Ghost in The Shell", visto che ora il live-action vedrà la luce.

Secondo lui, esiste un solo franchise dove la storia è più importante degli attori: Star Wars - ma anche J.J. Abrams ha scelto una ragazza bianca (la Rey di Daisy Ridley) come protagonista principale del Risveglio della Forza.

Nel mezzo di polemiche, accuse e smentite, i lavori per la realizzazione di Ghost in the Shell continuano sotto la supervisione del regista Rupert Sanders, reduce del recente Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio. Se tutto andrà come prestabilito, il live-action arriverà nei cinema americani il 31 marzo 2017.

Il cast completo include Takeshi Kitano nel ruolo di Daisuke Aramaki, Juliette Binoche in quello di Dr. Ouelet, Michael Pitt come Kuze, Pilou Asbæk come Batou e Kaori Momoi. I membri della Section 9 sono interpretati da Chin Han, Danusia Samal, Lasarus Ratuere, Yutaka Izumihara e Tuwanda Manyimo.

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