Lo chiamavano Jeeg Robot: l'incontro con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli

di -

Lo chiamavano Jeeg Robot ha trionfato ai David di Donatello. Abbiamo incontrato i protagonisti del film Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli.

Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli in una scena di Lo chiamavano Jeeg Robot

88 condivisioni 0 commenti

Share

Jeeg va', cuore e acciaio. L'edizione 2016 dei David di Donatello verrà ricordata per aver premiato il coraggio, nello specifico quello di Gabriele Mainetti, autore di Lo chiamavano Jeeg Robot. La pellicola con Claudio Santamaria si è aggiudicata ben 7 statuette agli Oscar italiani.

Ha vinto un autentico outsider: un cinecomic artigianale, cugino tricolore delle mega produzioni hollywoodiane. Lo chiamavano Jeeg Robot ha il merito di aver indicato la via italiana ai film di supereroi, mescolando film di genere e dramma, dando così vita ad uno scoppiettante pastiche ambientato nella periferia romana.

Lo spaghetti-comic del regista del corto cult Basette (quello con Valerio Mastandrea nei panni di Lupin) ha ottenuto tutti e 4 i riconoscimenti attoriali: da Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli, i protagonisti, a Luca Marinelli e Antonia Truppo, i due villain del film. Abbiamo incontrato il cast sul red carpet dei David di Donatello:

Santamaria, l'eroe senza vocazione Enzo Ceccotti, ha confessato di aver sempre creduto nella validità del progetto. Luca Marinelli, la nemesi eccentrica e brutale, ha dichiarato di aver sempre saputo di far parte di un "qualcosa di molto bello, fatto con amore". È apparsa emozionatissima Ilenia Pastorelli, la genuina e un pò svitata Alessia del film.

Lo chiamavano Jeeg Robot "ha lasciato un segno", tanto per parafrasare una battuta dello zingaro Marinelli. Il regista Gabriele Mainetti ha realizzato una brillante origin story ambientata tra Tor Bella Monaca e il Lungotevere.

Un titolo che omaggia lo spaghetti-western con Bud Spencer e Terence Hill e l'anime giapponese, e un'idea di cinema ben chiara: contaminazione di generi (dal gangster movie al dramma), riferimenti espliciti allo splatter e al pulp di Tarantino, imprinting dialettale che fa da collante con la tradizione del cinema nostrano, dal momento che in romanesco parlavano alcuni celebri titoli della commedia dell'arte (ma anche i b-movie polizieschi anni '70).

Il regista Gabriele Mainetti e il cast di Lo chiamavano Jeeg Robot dopo la premiazione ai David 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot, di nuovo in sala dopo il successo ai David 2016, è già un cult che racconta di esistenze borderline a due passi dal G.R.A., con protagonista un everyman asociale e problematico a cui fa da contraltare un villain mitomane ed esibizionista.

Tra rapine, uccisioni, barili radioattivi e drammi quotidiani, una cosa è certa: il cinema italiano aspettava un supereroe come Hiroshi Shiba. Cuore e acciaio.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.