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Bordertown sta arrivando per allargare i tuoi confini

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Bordertown, la nuova serie prodotta da Seth MacFarlane, promette ancora una volta di non essere politicamente corretta. Ecco le dichiarazioni del creatore Mark Hentemann e il co-sceneggiatore Lalo Alcaraz.

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Su FoxAnimation sta per arrivare una nuova serie, irriverente come il suo produttore esecutivo: Seth MacFarlane. Il nome vi ricorda qualcosa? Esatto, si tratta proprio di quel Seth MacFarlane che ha partorito chicche del calibro dei Griffin, American Dad e The Cleveland Show.

Ora che abbiamo inquadrato il personaggio è ovvio che Bordertown - questo il nome della serie - sarà tutto tranne che politicamente corretta. Anzi.

Il tema è la difficile convivenza fra due popoli, simboleggiati da Bud Buckwald e Ernesto Gonzalez, al confine fra USA e Messico. Sì, stiamo parlando del rapporto spesso conflittuale fra americani e immigrati messicani (americani anch'essi ma non nativi statunitensi).

I due padri di famiglia vivono fianco a fianco nella cittadina fittizia di Mexifornia, che un richiama chiaramente il sud-ovest americano, dove la California tocca proprio il Messico.

Mark Hentemann, creatore di Bordertown

L'argomento dell'immigrazione, si sa, è sempre spinoso da affrontare ma in Bordertown l'approccio è chiaro: tonnellate di ironia acida e corrosiva con l'intento di sdrammatizzare sulla controversa questione.
Lo confermano anche le parole di Mark Hentemann, creatore della serie, e Lalo Alcaraz, co-sceneggiatore e attivista della comunità ispanica in USA.

Hentemann, intervistato da Stuff, ha dichiarato:

Volevo creare qualcosa che si rifacesse a uno show che ho ammirato durante la mia gioventù, All in the family [tradotto in italiano come Arcibaldo, n.d.r.]. Mi è subito sembrato chiaro che, se avessi dovuto realizzarlo ai giorni nostri, l'ambientazione avrebbe dovuto essere sul confine, visti tutti i cambiamenti culturali che stanno avvenendo in questo paese. Tutte le controversie riguardo all'immigrazione e le previsioni che i bianchi saranno una minoranza entro i prossimi due anni mi sono sembrate un argomento divertente da dissacrare con la comicità. Avrebbe potuto essere uno show assurdo ma anche significativo.

Insomma, comicità sì ma c'è anche un chiaro intento di mostrare chiaramente tutti preconcetti sul tema dell'immigrazione in USA. Dello stesso parere è anche Lalo Alcaraz, co-sceneggiatore di Bordertown.
Intervistato da San Diego City Beat, infatti, l'attivista e autore della strip "La Cucaracha", ha dichiarato:

Quando ho letto l'idea della serie ho pensato 'Wow, aspetta un minuto. Questo andrà in onda su un network televisivo? E metà dei personaggi sono messicani? E questo tizio [Mark Hentemann, n.d.r.] sta cercando di assumere sceneggiatori ispanici?'. Mi ha fatto pensare che quella fosse la volta buona. Non è un grande attivista ma ha dimostrato di volere davvero scrivere qualcosa di importante e di volerlo fare in modo onesto.

Insomma, Bordertown promette di farci ridere, è vero, ma anche di farci pensare: il primo episodio, "The Engagement", andrà in onda mercoledì 4 maggio 2016 in esclusiva su FoxAnimation.
Siete pronti ad un umorismo bruciante? Anzi, forse sarebbe meglio dire "piccante"...

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