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Bordertown: Recensione episodio 1. Benvenuti a Mexifornia!

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Fox Animation ha trasmesso l’episodio pilota di Bordertown e ci ha presentato i Buckwald e i Gonzales, due famiglie che vivono al confine fra Messico e Stati Uniti.

Bordertown, in onda su FoxAnimatiom

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Il tema dell’immigrazione irregolare è più caldo che mai. In Europa come negli Usa, dove l’annosa questione del confine col Messico è stata più volte al centro di roventi polemiche, ma anche di film e serie TV.

Quando anche Seth MacFarlane, il geniale creatore di serie animate come I Griffin e American Dad, dice la sua in veste di produttore, però, le cose cambiano: non ci sono più tabù.

Con la consueta ironia e la feroce satira sociale che contraddistingue il suo lavoro, MacFarlane ci racconta la vita a Mexifornia, immaginaria cittadina al confine fra il Messico e gli Stati Uniti (nello specifico, appunto, la California).

Protagonisti dell’irriverente Bordertown sono Bud Buckwald, che lavora come guardia al confine, la sua famiglia, e i loro vicini messicani, i Gonzalez.

Fra citazioni cinematografiche e televisive, battutacce rigorosamente politicamente scorrette sulla politica degli Usa in tema di immigrazione e gag volutamente stereotipate, Bordertown non passa inosservata e sfrutta le contraddizioni della società contemporanea per divertire il pubblico ma soprattutto per farlo riflettere.

Bordertown: i Buckwald in visita ai Gonzalez nell'episodio pilota

In questo primo episodio, le peculiarità della serie emergono in modo inequivocabile: i protagonisti sono riconducibili a “tipi” ben precisi, mentre i disegni sono forzatamente bidimensionali, un po’ grezzi, per ricordare la superficialità delle idee dei personaggi e la rozzezza del loro modo di esprimersi.

La storia d’amore fra J.C. (Juan Carlos), e l’adorata figlia di Bud, Becky, richiama i grandi classici (da Romeo e Giulietta in poi) per riproporre lo sfruttatissimo tema dell’amore che varca i confini, supera le diversità, non si cura dei pregiudizi.

E trasforma una serie animata in un ricettacolo di citazioni (nel video qui sotto potete vedere quella rivolta a Breaking Bad) e di richiami volti a ricordarci come la discriminazione si accompagni immancabilmente a superficialità e mancanza d’intelligenza.

 

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