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Pericle il Nero: la storia di un uomo che faceva il culo alla gente

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Stefano Mordini trasporta su pellicola Pericle il Nero, il romanzo omonimo di Giuseppe Ferrandino. Un film che si lascia guardare, oscillando tra freddezza e umanità.

Profilo di Riccardo Scamarcio durante le riprese del film Pericle il Nero

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Pericle il Nero è un film di Stefano Mordini, è tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino pubblicato nel 1993 con lo pseudonimo di Nicola Calata. Pericle il Nero è interpretato da Riccardo Scamarcio che è anche coproduttore della pellicola.

Il film è ambientato in Belgio e Pericle Scalzone lavora per Don Luigi (Gigio Morra), un uomo che si è creato una posizione e una reputazione nel mondo mafioso e gestisce una catena di pizzerie a Bruxelles. Scalzone di mestiere "fa il culo" alla gente e non è una metafora per dire altro, lo fa letteralmente per punire e umiliare le persone.

Nei tempi morti e quando al mafioso non serve il suo lavoro, Pericle arrotonda girando film porno: un' attività che gli riesce bene e con una certa destrezza. Fino a quando un giorno qualcosa va storto. Durante una missione punitiva, c'è un personaggio imprevisto, Signorinella (Lucia Ragni) che è sotto la protezione del boss, all'insaputa del Nero. La donna si trova nel luogo in cui c'è anche la vittima di Pericle, che la colpisce mortalmente perché lo ha visto.

Per Pericle arriva il momento di uscire di scena sotto consiglio di Don Luigi, che in seguito lo tradisce, svelando il luogo in cui è nascosto Scalzone. Da qui parte la sua avventura, in cui solo e senza meta vaga, cercando un posto in cui nascondersi e stare relativamente tranquillo. Alla fine ne uscirà vincitore?

Il personaggio di Pericle il Nero

Pericle il Nero è il protagonista della pellicola ed è un personaggio definito controverso dallo stesso Scamarcio, in realtà, è  semplicemente un uomo come tutti, che nonostante faccia un lavoro non proprio comune, ha desideri sospesi, paure e un passato non risolto come tutti.

Primo piano di Riccardo Scamarcio durante una scena di Pericle il Nero

Scalzone durante il film si evolve: ci sono due parti mostrate nella pellicola che, se unite, ne fanno un essere umano normale, che lotta con le proprie debolezze e desideri spezzati.

Alcune critiche hanno considerato patetico questo risvolto, invece è interessante: siamo così abituati ai personaggi stereotipati che se non ci sono, quasi ci mancano. Apprezzare il diverso che in qualche modo ci rende partecipi all'umanità di un mafioso non è poi così aberrante e spiacevole.

Pericle inizialmente appare come un soldatino freddo che attende gli ordini di Don Luigi per eseguirli, sul suo volto non traspare nessuna emozione né di compiacimento o di rabbia.

Sembra quasi che non provi emozioni perché incapace di pensare, come se fosse limitato e un po' bruciato dalle droghe sintetiche che assume e gli danno un mondo ovattato e un aspetto ebete.

Nelle seconda parte Pericle, in un certo qual modo, si sveglia e non solo perché è costretto a fuggire e a salvarsi la pelle. Fuoriesce un uomo che fantasticando su una famiglia, pensa:

  Non ci sono mai stato dentro casa di una donna. Certe volte però mi sono immaginato che pure io potevo tenere una famiglia. Mi inventavo le facce di mia moglie, delle bambine.

Pericle il Nero: il libro

Il romanzo è stato pubblicato nel 1993 da Giuseppe Ferrandino che usò lo pseudonimo di Nicola Calata. Il personaggio del libro è lo stesso del film: sodomizza e pareggia i conti in un modo inusuale e umiliante i pizzaioli che non vogliono cedere il locale a Luigino Pizza.

La sua particolare routine viene spezzata in un giorno in cui la sua spedizione punitiva è rivolta ad un parroco che, a detta del boss parla un poco troppo. Ma la vittima non è da sola e per poter portare a compimento il suo lavoro, non gli resta che uccidere l'elemento in più: Signorinella.

Pericle il Nero: il romanzo
Copertina del romanzo Pericle il Nero

Questa signora anziana per sfortuna di Pericle non è una qualunque, ma è una signora della malavita. La sera stessa del misfatto due killer si recano a casa sua per ucciderlo e e vendicare la donna. Il Nero riesce a scappare e arriva a Pescara dove incontra per caso una donna polacca che lo ospita in casa sua per circa otto giorni. Ma Pericle deve lasciare Pescara e tornare a Napoli, per regolare i conti e racimolare del denaro per poter andare via di nuovo.

Il resto segue lo stesso iter del film con la differenza dell'ambientazione: il romanzo ha Napoli come cornice dello scenario e non il Belgio come nel film.

Considerazioni

Generalmente quando un film è tratto da un libro, quasi sempre risulta come un prodotto che non trova l'assenso dei lettori per varie motivazioni. Quella più comune è che certe scene erano state immaginate in modo diverso.

Sinceramente romanzo a parte, il film è un lavoro ben riuscito: i 105 minuti di girato scorrono e non appesantiscono. La fotografia è gradevole e molte volte aiuta nei vuoti, colmando con la vista.

Pericle il Nero è un film che cerca di raccontare una storia seguendo le varie angolazioni dell'anima e toccando vari punti che appartengono un po' a tutti: scuote il pensiero dello spettatore, scioccandolo e placandolo.

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