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The Nice Guys e il gioco delle coppie: 3 buddy movie da rivedere

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In The Nice Guys Ryan Gosling e Russell Crowe sono una coppia di detective già cult: ecco 3 buddy movie da rivedere prima dell'uscita del nuovo film di Shane Black.

Due cult anni '80: 48 ore e Prima di mezzanotte

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In principio si detestano, poi si studiano, il più delle volte collaborano malvolentieri e, infine, divengono inseparabili: sono le coppie di detective (e non) cult del cinema. Ryan Gosling e Russell Crowe sono solo l'ultimo esempio di duo consegnato al buddy movie.

In The Nice Guys i due attori prestano il volto a due investigatori della Los Angeles anni '70. Il nuovo film di Shane Black (già autore di Iron Man 3) è un irresistibile noir che ha in cadaveri, festini, pallottole e risate gli ingredienti principali. La pellicola si muove tra atmosfere nebulose alla Vizio di Forma (di cui ricorda i siparietti tra il maldestro investigatore Doc Sportello e lo sbirro Bigfoot) e situazioni paradossali in pieno stile Hollywood Party.

Nato da una costola del noir, il buddy movie ha sfornato negli anni titoli divenuti poi veri e propri cult. Abbiamo scelto 3 pellicole da rivedere prima dell'uscita di The Nice Guys (ecco il primo trailer del film), adoperando come parametro di scelta il fattore "indagini e risate", altrimenti avremmo dovuto inserire pellicole come Scemo & + Scemo - road movie demenziale con Jim Carrey e Jeff Daniels coppia di svitati - Una poltrona per due (il classico con Eddie Murphy e Dan Aykroyd da rivedere ogni sera della vigilia di Natale), le avventure da Oscar di Thelma & Louise, più buona parte della filmografia di Jerry Lewis, Dean Martin, Bud Spencer e Terence Hill.

Vi sveleremo 3 titoli che raccontano, a modo loro, di icone a cui siamo legati fin dall'infanzia: adorabili perdenti, simpatiche canaglie e formidabili detective dal fiuto sopraffino. C'è l'estetica anni '80, le luci soffuse di Los Angeles, le trovate geniali di eccentrici individui, i mozziconi di sigaretta, gli "ok" ripetuti senza soluzione di continuità, i continui sali -scendi di San Francisco, i federali e, soprattutto, la semplicità strutturale di ricondurre il tutto a uno scontro "buoni/cattivi". 

Nick Nolte ed Eddie Murphy sul set di 48 ore

1) 48 ore. Riunire la faccia da duro di Nick Nolte e la parlantina sciolta di Eddie Murphy è l'escamotage che permette nel 1982 al regista Walter Hill di plasmare poliziesco e commedia e dar vita ad uno scoppiettante buddy movie, costruito su battute fulminanti ("Ho passato 3 anni in prigione e il c*#!o mi diventa duro anche con un pò di vento!") e inseguimenti. Politicamente scorretto, 48 ore mette in scena un poliziotto scorbutico ad un passo dall'alcolismo (Jack Kates) e un detentuto sbruffone - Reggie Hammond - rilasciato per le sole 48 ore del titolo a scopo collaborativo. Hill rilegge schemi e strutture del poliziesco, giocando su contrasti (uno su tutti quello razziale) e affinità: si passa da movimentate sparatorie a scambi di battute senza che il ritmo ne risenta. Vero e proprio apripista di un sottogenere.

2) Prima di mezzanotte. L'ex poliziotto di chicago Jack Walsh (Robert De Niro), caduto in disgrazia anni prima a causa di accuse infamanti, si guadagna da vivere come cacciatore di taglie. Accetta, dietro lauto compenso, l'incarico di acciuffare Jonathan Mardukas detto "Il Duca" (Charles Grodin), contabile della mala sulle cui tracce si trova anche il boss Jimmy Serrano (Dennis Farina). Il regista Martin Brest confeziona un esilarante road movie che consente a Robert De Niro una virata su ruoli meno impegnativi e più action. L'attore di Toro Scatenato si cala perfettamente nella parte di un antieroe in giacca di pelle e sigaretta perennemente accesa. Straordinari i duetti con Grodin, in un film tutto giocato su antitesi e scontri verbali, in cui la dialettica di fondo è rappresentata dall'amicizia virile che nasce sequenza dopo sequenza fra i protagonisti, impegnati in un coast to coast turbolento, inseguiti da killer maldestri e FBI. Aerei, treni e macchine: Prima di mezzanotte è un moto perpetuo da vedere tutto d'un fiato (e il finale malinconico rimane uno dei più belli in assoluto del genere).

Bruce Willis e Damon Wayans in una scena de L'ultimo boy scout

3) L'ultimo boy scout. Potevamo inserire Arma Letale, la prima sceneggiatura di Shane Black (per cui ricavò 250mila dollari nel 1987 a soli 26 anni), oppure Kiss Kiss Bang Bang, piccolo cult del cineasta di Pittsburgh con Robert Downey Jr. e Val Kilmer. Ma anche ne L'ultimo boy scout c'è lo zampino del regista di The Nice Guys, autore della sceneggiatura. Lo schema, con un bianco e un nero partner improvvisati, ricorda da vicino quello di 48 ore: un ex agente dei Servizi Segreti allo sbando e un ex giocatore professionista di football mettono da parte le divergenze personali per indagare su un torbido giro d'affari legato alle scommesse clandestine. Si tratta di uno dei film più conosciuti di Tony Scott (assieme a Top Gun), il quale ripropone le atmosfere del noir vecchio stampo, contaminate dai toni tipici dell'action comedy e da un surplus di violenza. Personalità in conflitto, humour nero, una sexy Halle Berry degli esordi e l'eroe d'azione del momento (è il 1991): Bruce Willis, lanciato dalla serie Moonlighting e da Trappola di Cristallo, duro a morire dal grilletto facile e dalla battuta sempre pronta ("Sto cercando di rompere il ghiaccio" "A me piace il ghiaccio, non me lo rompere") che usa chiedere ai suoi avversari se desiderano essere colpiti "in alto o in basso" con un pugno.

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