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Mark Salling di Glee rischia una condanna a 20 anni di prigione

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Mark Salling di Glee rischia fino a 20 anni di carcere per un reato infamante. L'attore, infatti, è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico.

Mark Salling a un evento ufficiale

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Non c'è pace per il cast di Glee. Dopo la tragica morte di Cory Monteith, che nella serie interpretava il quarterback Finn Hudson, tocca a Mark Salling, alias Noah "Puck" Puckerman, essere il protagonista di un (brutto) caso di cronaca nera.

L'attore, infatti, rischia di essere condannato a 20 anni di prigione per possesso di materiale pedopornografico.

Cory Monteith e Mark Salling in una foto scattata quando recitavano insieme in Glee

I fatti risalgono allo scorso dicembre.

Stando alla ricostruzione di TMZ, in seguito a una "soffiata" da parte di una ex fidanzata dell'attore, la polizia ha fatto irruzione nella casa di Los Angeles di Salling e qui ha trovato un computer contenente centinaia di immagini di abusi sessuali su giovani di età presumibilmente inferiore a 15 anni.

Il protagonista di Glee è stato arrestato, ma ha trascorso solo due giorni in carcere. Il pagamento di una cauzione di 20mila dollari gli ha permesso di riacquistare subito la libertà.

La giustizia, però, ha fatto il suo corso e il 3 giugno l'attore sarà davanti a una corte federale per rispondere delle accuse a suo carico. Accuse che sono pesanti come macigni.

Secondo quanto riporta il Daily Mail Online, infatti, Salling infatti è stato incriminato per due reati gravissimi: la ricezione di un'immagine e di un video che mostrano atti sessuali con delle ragazze in età preadolescenziale e il possesso di un paio di filmati pedopornografici.

In base al grado di colpevolezza che gli verrà riconosciuto, l'interprete di Noah "Puck" Puckerman rischia da 5 a 20 anni di prigione.

Mark Salling, l'interprete di Noah "Puck" Puckerman in Glee, in una foto d'archivio

Non è la prima volta che Salling deve rispondere di accuse infamanti.

Nel 2014, infatti, la sua ex fidanzata Roxanne Gorzela lo ha trascinato in tribunale per averla costretta ad avere dei rapporti sessuali non protetti e per averla spinta a terra, causandole delle abrasioni sulle ginocchia.

In seguito a un accordo da quasi 3 milioni di dollari, la donna ha ritirato la denuncia di violenza e l'attore si è dichiarato colpevole di averla fatta cadere e averle provocato delle ferite "per negligenza".

Questa volta, tuttavia, è molto improbabile che Salling possa cavarsela, neppure con un risarcimento a sei zeri.

Come ha sottolineato il pubblico ministero Eileen Decker a TMZ, infatti, "le giovani vittime sono danneggiate ogni volta che un'immagine viene prodotta, ogni volta in cui è diffusa e ogni volta in cui viene vista".

E nessuna cifra può lenire il dolore per una simile violenza.

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