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Outcast: Recensione episodio 3. Al sicuro

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Kyle Barnes e il reverendo Anderson si trovano di fronte a un nuovo caso di possessione. Ma stavolta l’esorcismo non funziona: la vittima non può essere salvata…

Outcast recensione episodio 3

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La sequenza iniziale di questo terzo episodio era già disponibile su MondoFox, qui.

Alcuni noi, perciò, sapevano già che si sarebbero trovati di fronte a un nuovo caso di possessione demoniaca.

Ma da qui a non restare impressionati dall'esito di questa possessione...

utcast ci ha sottoposto ancora una volta sequenze ad alto impatto emotivo, facendo leva su un classico in fatto di soprannaturale: dalla possessione non ci si difende.

Outcsat: una scena del terzo episodio, con Lee Tergesen

I personaggi non capiscono mai di trovarsi di fronte a una persona posseduta finché non è troppo tardi: tutto avviene senza preavviso e senza sintomi che non si possano confondere con un malessere.

I comportamenti e le affermazioni strane spingono i personaggi a trovare dozzine di spiegazioni razionali, ben diverse dalla possessione.

Per questo i demoni hanno vita facile: se non si è a conoscenza della loro esistenza, o ci si rifiuta di crederla reale, si è indifesi.

Il punto di partenza di ogni buon horror soprannaturale che si rispetti è anche il punto di partenza di "Al sicuro".

Outcast, una scena di "Al sicuro", il terzo episodio

Così come un altro classico del genere fa riferimento al legame fra Anderson e Kyle che, con la citazione dalla Bibbia, viene ufficialmente definito un "apostolo".

Un apprendista, un braccio destro, un aiuto di cui il reverendo ha bisogno, visto che le coincidenze - foto che volano, camion che sbucano dal nulla - chiariscono il piano del demonio: eliminare l’avversario.

Anderson non ha alcuna paura di scontrarsi con i mostri a cui dà la caccia da anni.

Mai abbandonata un’anima tormentata

dice. E non ha certo intenzione di cominciare adesso. Ma sta per scoprire che Kyle Barnes non è disposto a fare tutto ciò che gli dice.

Quando i due si trovano al cospetto di Blake (la guest star Lee Tergesen, l’indimenticabile Beecher di Oz), l’uomo posseduto, prendono subito due strade differenti.

Blake ha ucciso la moglie del suo amico e collega, Luke (JR Bourne, Teen Wolf).

Outcast: Lee Tergesen è Blake Morrow

Se un esame preliminare fa credere al reverendo che Blake non sia posseduto, Kyle conferma il contrario: gli basta toccarlo, per sentirsi chiamare “reietto”.

E a noi basta il suo tocco per sentirci raccontare il passato di Kyle.

Un bambino solo e solitario, abbandonato dai genitori. Reietto, appunto. La sua storia è nota ai demoni, insieme al suo “dono”. Qualcosa però, non funziona: Kyle Barnes non può salvare tutti...

Col proseguire degli episodi, la trama si complica.

In questo episodio i filoni narrativi sono tre: il primo riguarda Blake, Kyle e Anderson; il secondo è incentrato su Mark Holter, determinato a indagare sugli animali massacrati ritrovati nel bosco; il terzo ruota attorno a Megan, e a un personaggio che fa il suo ingresso nella serie direttamente dal fumetto: Donald Hamel.

Outcast: Kyle Barnes sul portico di casa

Tutti i protagonisti delle varie sottotrame sono alla ricerca di qualcosa. Risposte, indizi, conferme. E puntualmente, arriva tutto.

Il sangue di Kyle non funziona, con Blake: certe anime non si possono salvare. Holter invece trova un orologio e delle tracce, mentre Megan ripiomba in un incubo del passato.

Come se non bastasse, prima di saperne di più, la situazione precipita: Kyle trova Norville, il suo vicino, senza vita.

La sua morte sembra essere legata entre Sidney, la presenza misteriosa e inquietante che ha il volto di Brent Spiner (Data in Star Trek: The Next Generation) e che fa da filo conduttore a tutto ciò che si lega al male, alla morte e alla paura.

A tutto ciò che spaventa, uccide, terrorizza, perseguita…

E tiene noi incollati allo schermo.

Nel prossimo episodio di Outcast...

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