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The Walking Dead. The Dead: Shane

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Dopo Andrea e Hershel, è la volta di Shane: l'amico che diventa nemico. Il personaggio che incarna tutte le debolezze dell'uomo comune in un mondo al contrario.

The Walking Dead: Shane Walsh

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A distanza di anni dalla sua uscita di scena, Shane Walsh resta uno dei personaggi più controversi di The Walking Dead, per un semplice motivo: non ci sono mezze misure, con lui. Lo si ama o lo si odia.

In ogni caso, una cosa è certa: Shane è un personaggio fondamentale, che nelle prime due stagioni ha giocato un ruolo fondamentale.

Non solo perché si è trasformato da collega e migliore amico ad antagonista di Rick, che rappresenta il nostro sguardo sul nuovo mondo. Ma anche perché ha incarnato uno stereotipo preciso, e molto importante: l'uomo comune.

Ho scelto di inserirlo nella lista dei migliori cattivi di The Walking Dead premettendo che faceva parte del gruppo dei "nemici", e non dei "cattivi e basta".

Pur restando un personaggio molto umano, che riproduce le reazioni scatenate da insicurezza, paura, gelosia e codardia, Shane compie delle azioni imperdonabili.

Dalla scelta di dare Otis in pasto agli zombie pur di salvarsi, al tentato stupro di Lori, dal tradimento di Rick - con cui vantava un'amicizia pluridecennale - alla manipolazione della verità per passare da eroe, Shane si è macchiato di molte colpe.

Ciononostante, inutile negarlo, è stato uno dei motori principali dell'azione finché c'è stato. La sua morte, inevitabile nel momento in cui tende a Rick un tranello per ucciderlo ed eliminare così la concorrenza - per Lori e per la leadership del gruppo - segna un punto di non ritorno per tutti gli altri.

Rappresenta la premessa di quel "Questa non è più una democrazia" che seguirà, rimettendo in discussione tutti gli equilibri del potere costruito fino ad allora.

Per questo Shane Walsh esce di scena quando gli autori decidono di renderlo insopportabile al pubblico: il suo percorso non lascia dubbi. Shane peggiora sempre più, roso dalla gelosia e dall'incapacità di gestire davvero l'unica cosa che conta: l'accettazione di un mondo nuovo.

Più si avvicina allo scontro con Rick, più Shane diventa "pesante": incensa se stesso, distorce la realtà, non fa altro che lamentarsi. Perde di vista il limite, un giorno dopo l'altro, fino ad alienarsi dalla realtà.

Usa Randall come "diversivo" per attuare il suo piano contro Rick, ed è uno dei pochi antagonisti a finire trasformato in zombie. Per ricordarci che c'è un destino peggiore rispetto alla morte, e che chi si è macchiato di gravi colpe è destinato a incontrarlo. Anche per un breve momento.

Simbolo dell'umanità - imperfetta, debole, codarda - Shane diventa uno zombie perché ha perso gli altri aspetti della sua umanità: compassione, altruismo, generosità.

A dispetto di tutti i suoi sbagli, dettati dall'incapacità di accettare il suo ruolo di eterno gregario, Shane resta un personaggio fondamentale per la crescita e il cambiamento di tutti i personaggi con cui ha a che fare, e ci regala delle sequenze indimenticabili.

E c'è di più: il suo declino e i suoi errori diventano un monito per gli altri. Nessuno, dopo di lui, oserà mai più minacciare la famiglia di Rick "dall'interno".

Perché ogni morte, in The Walking Dead, è studiata per insegnarci qualcosa: Andrea e Shane ci ricordano che il tradimento è il crimine più grave nell'orizzonte morale della serie. Hershel, invece, dimostra come lo spirito d'adattamento permetta di migliorare, di evolversi al punto di accettare il proprio destino consapevoli di aver fatto tutto ciò che si poteva fare.

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