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Leslie Jones di Ghostbusters lascia Twitter per gli insulti razzisti

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Leslie Jones, star del nuovo Ghostbusters al femminile, è stata costretta a lasciare Twitter dopo essere diventata il bersaglio di uno spregevole attacco razzista.

Leslie Jones all'anteprima di Ghostbusters

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Non c'è pace per Leslie Jones. Dopo essere stata snobbata da diversi stilisti, che non hanno voluto vestirla per via della sua fisicità, l'interprete del reboot femminile di Ghostbusters è diventata il bersaglio di un vergognoso bombardamento di messaggi razzisti su Twitter.

L'attacco è stato tanto massiccio e violento, che la star del Saturday Night Live non ha avuto altra scelta se non quella di andare via dal social. Per ogni hater che bloccava, infatti, ce n'era un altro pronto a insultarla. Così, martedì 19 luglio, l'attrice non ha più avuto la forza e la voglia di difendersi:

Lascio Twitter stanotte tra le lacrime e con il cuore gonfio di tristezza. Tutto questo perché ho girato un film. Potete odiare [Ghostbusters, n.d.r.], ma la m**** che mi avete tirato addosso oggi... È sbagliato. 

Poco prima, Leslie aveva espresso il suo dolore e la sua incredulità in un Tweet accorato:

Per me è un inferno. Non penso di avere fatto nulla per meritare tutto ciò. È davvero troppo. Le cose non dovrebbero andare così. [Mi sento, n.d.r.] tremendamente male, in questo momento.

Gli hater si sono accaniti sull'attrice con post in cui la paragonano a un gorilla, scrivono che "non c'è modo di giustificare chi dice che è bella: è spaventosamente brutta" e le dedicano rime spregevoli ("Non ha stile, non ha grazia, questa Leslie Kong ha una divertente faccia"), che la nuova "Acchiappafantasmi" ha in parte condiviso sul social, per mostrare il livello di aberrazione raggiunto:

A contrastare l'ondata di odio, si è levato l'hashtag #LoveForLeslieJ e in tantissimi - amici, colleghi e fan - hanno scritto a Leslie per comunicarle il proprio affetto e dirle che non era da sola nella sua battaglia.

Tra i numerosi messaggi di solidarietà, l'attrice ha ricevuto quelli di Paul Feig, il regista del nuovo Ghostbusters (che anche nella versione femminile promette tanta, tanta melma), John Boyega, Judd Apatow, Anna Kendrick, Brie Larson, Kristin Davis e Jada Pinkett Smith.

In particolare, l'alter ego di Finn in Star Wars: Il Risveglio della Forza (di cui è stato finito di girare il seguito) ha esortato la protagonista del Saturday Night Live a non arrendersi, con un post ironico e affettuoso:

Mia Regina, mi auguro che tu stia bene. Passa attraverso tutto ciò e con buona probabilità troverai la pace. Non lasciare che ti fermino!

Feig, invece, non si è "limitato" a scrivere parole piene di stima per Leslie, ma - secondo quanto riporta Deadline - insieme ad altri colleghi e a Sony ha ottenuto da Twitter la sospensione di alcuni degli account più violenti.

In seguito a ciò, il co-fondatore e CEO del social, Jack Dorsey, ha inviato a Leslie un messaggio, dicendole che stava seguendo la vicenda e invitandola a contattarlo in privato:

L'intervento delle "alte sfere" ha portato a un'indagine che ha svelato un retroscena inquietante. Come riporta BBC News, infatti, il vergognoso attacco a Leslie Jones avrebbe avuto una regia occulta e a orchestrarlo sarebbe stato un redattore del giornale conservatore Breitbart, Milo Yiannopoulos.

L'uomo ha scritto due Tweet razzisti all'attrice lunedì 18 luglio, ma secondo il sito di informazione - che cita le agenzie di stampa Reuters e Associated Press - avrebbe anche "orchestrato una più grande rete di insulti" nei confronti della protagonista del reboot di Ghostbusters (nelle sale italiane dal 28 luglio, con la "benedizione" dei critici americani). 

Yiannopoulos (che è un sostenitore di Donald Trump, come Scott Baio) si è difeso dalle pagine del suo stesso giornale, accusando il social di censurare i cittadini perbene e, invece, di non fare nulla contro i criminali:

Con la vigliacca sospensione del mio account, Twitter si conferma uno spazio sicuro per i terroristi musulmani e per gli estremisti neri, ma una zona off limits per i conservatori. [...] Questa è la fine per Twitter. A tutti coloro che hanno a cuore la libertà di parola, è stato spedito un messaggio forte e chiaro: 'Non siete i benvenuti'.

All'intervento farneticante di Yiannopoulos ha risposto un portavoce di Twitter, che ha confermato che l'azienda reagirà con durezza all'episodio e si adopererà per evitarne altri dello stesso genere:

Questo tipo di comportamento violento e ingiurioso non è consentito su Twitter e sono state intraprese azioni nei confronti di numerosi utenti che ci sono stati segnalati da Leslie e da altri. Ci affidiamo alle persone per la denuncia di situazioni come quella che si è verificata, ma continuiamo a investire pesantemente per migliorare i nostri strumenti e rinforzare i nostri sistemi, al fine di prevenire simili abusi. Ci rendiamo conto di avere ancora molto lavoro da fare, prima di arrivare al punto in cui dovremmo essere per gestire problemi così.

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