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Star Trek Beyond, la recensione: Justin Lin verso l'infinito e oltre

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J.J. Abrams lascia l'Enterprise nelle mani di Justin Lin e Simon Pegg entra nel team degli sceneggiatori: scopri come è andata a finire nella nostra recensione.

Una locandina di Star Trek Beyond

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Non era di certo una missione facile quella che Justin Lin e il team di sceneggiatori di Star Trek Beyond (di cui è entrato a far parte anche Simon Pegg) si sono trovati ad affrontare. Lo storico rivale di Star Wars ha perso il suo regista tra il secondo e il terzo capitolo e l'effetto si è già fatto sentire nella chiusa frettolosa e davvero imperdonabile del precedente Into Darkness. Certo, J.J. Abrams ha lasciato il fidato Orci e la Bad Robot alla produzione di un film di cui però è talvolta palese la compressione del budget, nonostante l'intervento dei capitali cinesi. 

L'eredità spirituale poi era ancora più malandata: Abrams aveva detto addio all'Enterprise con un gran bel blockbuster, che resuscitava uno dei cattivi più iconici della saga e lo faceva incarnare dal divo e capacissimo Benedict Cumberbatch, ma si allontanava così tanto dallo spirito della serie originaria da sembrare molto di più un clone di casa Lucas. Senza contare che la storyline e la continuity interna del reboot cinematografico erano più ingarbugliate che mai. 

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La locandina del film

Considerando tutto questo, Star Trek Beyond è un gran bel film estivo e un dignitoso tredicesimo capitolo cinematografico della saga di Star Trek, capace di distanziarsi dalle posizioni non semplici di Into Darkness e di riavvicinarsi all'etica originaria della saga, al suo spirito esplorativo e positivo potendo un freno alla militarizzazione della Federazione e alla drammatizzazione degli eventi. 

Una volta ambientatisi nella riprese a rotta di collo di Justin Lin, appare chiaro come l'Enterprise sia tornata ad essere una nave spaziale in missione diplomatica ed esplorativa ai confini dello spazio noto, oltre l'ultimo avamposto della Federazione, Yorktown (un pianeta artificiale dai visual davvero stupefacenti, per un film che finalmente torna a puntare anche sulla componente meravigliosa della space opera). Abbandonate le velleità da vascello di guerra, Kirk e il suo equipaggio si ritrovano a fare i conti con la sensazione di sentire la vita scorrere via in un numero infinito di giorni uguali a se stessi ed artificialmente generati, come la gravità a bordo: lasciare dunque la Flotta e mettere radici per sé, la propria famiglia o la propria razza o continuare a volare nello spazio?

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Vogliamo più aliene come Jaylah!

A interrompere la monotona malinconia a bordo ci pensa Krall (Idris Elba, qui cattivo dopo le fatiche di Bastille Day), un individuo misterioso che attacca l'Enterprise e la costringe a un atterraggio su un pianeta sconosciuto e ostile, popolato da prigionieri e esuli. Alcuni fuggitivi dell'Enterprise troveranno un insperato aiuto in uno di questi, una giovane aliena volitiva e indipendente di nome Jaylah (interpretata da Sofia Boutella e inspirata da Jennifer Lawrence), di gran lunga il personaggio femminile meglio gestito nel reboot cinematografico di questi anni.

In un crescendo di peripezie, piani spericolati e battute divertenti, il film prende la decisione più giusta e dà spazio a comprimari come Sulu e Bones, risultando quindi più scanzonato a vario rispetto al passato. A corprire qualche mancanza di una produzione comunque da blockbuster ci pensano poi le splendide musiche di Michael Giacchino e l'insolita power ballad di Rihanna sui titoli di coda. 

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Idris Elba e Chris Pine

In definitiva, i pregi di questo terzo capitolo finiscono per diventare i suoi limiti. A pesare, oltre all'inconsistenza del villain e al sottoutilizzo di un attore carismatico come Idris Elba (tanto che Krall è indistinguibile dal deludente cattivo tipo dei film Marvel) è la mancanza di ambizione di Star Trek, un franchise che avrebbe tutte le carte in regola per essere ben più di un divertimento estivo ad alto budget. Purtroppo per ora è stato collocato in questa casella, mentre il rivale di sempre beneficia degli effetti di una calendarizzazione di pregio come quella natalizia. 

La speranza è che gli incassi al botteghino di Beyond e l'imminente serie TV ad opera di Bryan Fuller convincano la produzione a puntare di più su questo franchise, per spingerlo davvero oltre, verso territori inesplorati, sfruttandone appieno le potenzialità. Le prime notizie a riguardo sembrerebbero far ben sperare.

Star Trek Beyond uscirà nelle sale italiane il 21 luglio 2016.

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