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Ghostbusters: la recensione del nuovo Acchiappafantasmi

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Arriva nelle sale il nuovo Ghostbusters. Abbiamo visto in anteprima il reboot del film con Bill Murray e Dan Aykroyd: ecco la recensione del nuovo capitolo della saga.

Il poster ufficiale del nuovo Ghostbusters

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Vi sono oggetti, icone e aneddoti del passato che col trascorrere del tempo assumono una valenza speciale, dettata dalla tendenza a considerare i tempi andati come mitici e irripetibili. È il caso di Ghostbusters - Acchiappafantasmi, cult del 1984 diretto da Ivan Reitman in cui Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson (senza contare Rick Moranis e Sigourey Weaver) affrontavano a suon di risate la minaccia fantasma.

È naturale che il reboot al femminile firmato Paul Feig di una saga così cult e radicata nell'immaginario collettivo abbia fatto storcere il naso ai fan dei 4 scienziati da strapazzo di New York, complice la scelta da parte del regista de Le amiche della sposa di rovesciare i canovacci dell'originale: non più 4 uomini con gli zaini protonici e una segretaria svampita, bensì l'esatto contrario.

Bill Murray, Harold Ramis e Dan Aykroyd in Ghostbusters - Acchiappafantasmi

Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Leslie Jones e Kate McKinnon raccolgono il testimone dai predecessori con audacia, impersonando 4 perdenti (seppur geniali) emarginate dalla società e considerate alla stregua degli imbonitori delle TV private (quelli che, per intenderci, vendono pentole, quadri di dubbio gusto e gioielli scadenti). 

Le nuove Acchiappafantasmi (scopri le 3 scene cult della saga) se la devono vedere con una New York (nuovamente) infestata da spiriti e affini, risvegliati dal piano malvagio del villain Neil Casey. Tra gli scetticismi dell'amministrazione comunale e l'aiuto di un segretario sexy ma scemo (e + scemo) - Chris Hemsworth, irresistibile la sua macchietta - le cacciatrici di spettri cercheranno di riportare la normalità nella Grande Mela.

L'operazione nostalgia avallata da Sony Pictures ha scatenato nei mesi scorsi le ire dei fan: il reboot di Ghostbusters (guarda il vecchio cast riunito) muove dallo stesso script dell'originale - 4 antieroi pronti al riscatto e un'invasione spettrale - riciclando schemi e trovate e adeguandoli ai tempi che corrono. La crisi divampa? E allora niente più caserma dei pompieri in disuso: per la sede delle nuove Acchiappafantasmi viene scelto il piano superiore di un ristorante cinese (dopo aver scartato location amarcord). Anche la trovata del quarto membro del team che si aggiunge successivamente viene riproposta, tramite la figura di Leslie Jones, capace di strappare risate grazie a battute a sfondo razzista e sessista. 

Non mancano poi gli omaggi alla saga, tutti estremamente intelligenti e chirurgici: dai camei di Bill Murray e Dan Aykroyd (ma non solo) alla comparsa del logo della saga, dalla nuova Ecto-1 al ritorno dell'omino dei marshmallow e di Slimer, fino ad arrivare alla citazione spudorata di scene dell'originale, come quando Kristen Wiig implora aiuto dinanzi ad una parete a vetro di un ristorante (che tanto ricorda Rick Moranis in preda al panico prima di trasformarsi nel Mastro di Chiavi).

HDWarner Bros.
Le nuove Acchiappafantasmi in una scena del film

Il film di Paul Feig rinnega la natura del Ghostbusters di Reitman: da commedia sofisticata camuffata da sci-fi ad un film comico a tratti decisamente rozzo e impreziosito da un paio di sequenze horror notevoli (si poteva e doveva premere di più l'acceleratore in quella direzione). Il regista di Corpi da Reato è più interessato a far ridere - e ci riesce benissimo - che a raccontare, (ecto)plasmando i vari personaggi in relazione ad un diktat specifico: la ricerca della slapstick comedy nuda e cruda.

Se ciò risulta apprezzabile da una parte - specie considerando l'uscita estiva del film fissata per il 28 luglio e il desiderio di svago del pubblico - dall'altra si rivela un giochetto estemporaneo: il nuovo Ghostbusters (ecco alcune scene inedite) è carente sul piano dell'action e presenta pochi spunti narrativi in grado di meravigliare lo spettatore.

Paradossalmente perde il confronto con l'originale nell'aspetto su cui invece poteva superarlo, affidando tutto o quasi all'estro del cast, peraltro in stato di grazia. Il nuovo capitolo degli Acchiappafantasmi è il più fracassone e buffo della saga, cha cattura sì lo spirito dei primi due, non riuscendo però ad ingabbiarlo fino in fondo.
Del resto mancano all'appello le vecchie trappole di Egon.

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