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Outcast: Recensione episodio 7

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Un nuovo, emozionante episodio di Outcast riunisce Kyle con la sua famiglia, mentre il reverendo Anderson affronta Sidney davanti a tutta la città di Rome...

Outcast episodio 7

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Il marchio di Sidney. Lì eravamo rimasti e da lì ripartiamo: dal sangue, dal dolore, dalle ferite che non si rimargineranno mai.

Niente sarà più come prima, e la regia ce lo dice mostrandoci la partita a carte e le parole degli amici del reverendo Anderson come se fossero parte di un sogno, di una realtà distorta.

Della realtà in cui Anderson aveva sempre creduto di vivere: quella in cui era in grado di scacciare il maligno dalle persone possedute.

Invece ora sappiamo che non può farlo. Figuriamoci, quindi, se può tenere testa a Sidney, che è la personificazione di quel Male.

Outcast: il reverendo Anderson dopo l'aggressione di Sidney

La consueta partita a poker fra Anderson, il capo della Chiesa locale, Giles, il capo della polizia, Ogden, il capo dei vigili del fuoco e Arnold, il sindaco di Rome, mette in gioco i poteri più rilevanti di una cittadina che si confronta con una ferita mai rimarginata.

Il giorno della rimembranza cade giusto nel giorno in cui Allison Barnes inizia a ricordare il passato. Quel passato che la tiene lontana da suo marito e che ha distorto la realtà della vita di tutta la sua famiglia.

Quel passato che ora anche Kyle, alla luce di ciò che sa adesso, riscrive nella sua mente: Russ, suo caro amico perito insieme ad altri 28 minatori in un terribile incidente, era posseduto.

Il solo tocco della mano di Kyle gli causava bruciore, ma Kyle allora non lo sapeva.

Ora, però, sa che il destino di Russ è una conferma: tutte le persone care a Kyle sono state attaccate dai demoni.

Outcast: Kyle Barnes

Il capo Giles porta Kyle a visitare il camper bruciato da Ogden (che confessa), coinvolgendolo in un caso che noi sappiamo già essere legato alle possessioni demoniache.

Kyle si apre con Giles, raccontandogli come funzionano i suoi poteri e come non sempre le persone “liberate” restino in sé. Il dialogo serve sia come memorandum per lo spettatore, che fa il punto della situazione su quanto è stato rivelato finora, ma soprattutto come dimostrazione del fatto che l’esistenza dei demoni, del diavolo e delle possessioni sia un fatto accettato dalla comunità di Rome.

Il capo della polizia non solo ci crede: dice addirittura a Kyle di avvertire qualcosa di “oscuro” sulla città.

Outcast: Kyle e Giles nell'episodio 7

Bisogna essere altruisti. E tu sei la persona più altruista che io abbia mai conosciuto.

Con queste parole il reverendo Anderson volta pagina, baciando finalmente Patricia e facendo i conti con i propri sentimenti e le proprie questioni in sospeso.

A cominciare da Sidney:

Niente espone la vera natura di un uomo come una bella partita a poker.

Sidney, va sottolineato, è piuttosto sorpreso. Sicuramente si aspettava che l’avvertimento fosse stato sufficiente, e che non avrebbe più rivisto il reverendo Anderson.

Si sbagliava, come pare che io mi sbagliassi su Amber: era davvero Allison, quella posseduta.

Si sbagliava anche Giles, che con la stretta di mano di Kyle a Ogden, fuga ogni dubbio: non è posseduto.

Questo ci dice che il Male agisce anche tramite persone pienamente consapevoli delle proprie azioni.

Come l’odioso Donnie, che inganna di nuovo Megan.

Outcast: Megan nell'episodio 7

Il tema di questo episodio sono i ricordi: il giorno della rimembranza, i ricordi di Allison (che la spingono a lasciare Amber da Kyle e ad andarsene), il momento in cui Megan è costretta a ricordare cosa le ha fatto Donnie per gridarlo a suo marito.

Mentre il reverendo Anderson grida a tutta la città il proprio dolore, la propria paura e la propria rabbia… Facendo esattamente il gioco di Sidney.

Perché

La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste…

Nel prossimo episodio di Outcast...

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