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The Girl With all the Gifts, la recensione in anteprima da Locarno 69

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Dopo tante superficiali letture di possibili futuri postapocalittici, The Girl With all the Gifts aggiunge un tono cupo e tanti brividi: la nostra recensione.

Un dettaglio della locandina del film

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Il veterano della regia televisiva inglese Colm McCarthy (Doctor Who, Sherlock) ha fornito al Festival di Locarno un giusto bilanciamento di glamour internazionale e velleità autoriali con il suo The Girl With all the Gifts, l'adattamento dell'omonimo romanzo fantascientifico di Mike Carey dove tornano a fare capolino gli zombie. 

The Girl With all the Gifts, la recensione in anteprimaHDBFI
Gemma Arterton e Sennia Nauna in The Girl With all the Gifts

Come è stato sottolineato da molti sono non morti sui generis, non tanto per la conformazione e il desiderio di carne umana viva (rimasti invariati negli anni), ma per il tentativo di dare loro un rigoroso corredo scientifico che ne spieghi la comparsa e, di conseguenza, la fine del mondo. Come spiega la scienziata interpretata da Glenn Close nel corso del film, è stato un fungo a infestare gli esseri umani, prendedo il controllo del loro sistema nervoso e trasformandoli in predatori senza freni né coscienza, sentinelle capaci di rimanere immobili e in piedi per giorni e settimane, fino a che l'odore della carne fresca e della vita li scatenerà.

I pochi umani ancora non infettati vivono sotto assedio nelle basi militari, dove si continua a studiare la seconda generazione d'infetti: embrioni che hanno contratto l'infezione nel grembo materno e che vivono in simbiosi con il mortale parassita, mantenendo intatta la loro capacità di parlare e pensare. Tra di essi spicca Melanie (l'esordiente Sennia Nauna), una ragazzina curiosa e molto dolce, rapita dalla dolce insegnante Miss Justineau (Gemma Arterton), verso cui prova un chiaro e fortissimo sentimento materno. Lo scopo di Melanie e dei suoi compagni è però quello di essere delle cavie per gli esperimenti degli scientiziati, alla disperata ricerca di un vaccino che metta al riparo gli umani rimanenti da nuove, possibili mutazioni del fungo. 

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Sennia Nauna è Melanie

The Girl With all the Gifts per sensazioni e atmosfere è vicino a un altro film apocalittico con un'adolescente protagonista, How I Live Now, con la solidissima Saoirse Ronan come protagonista assoluta. Se Sennia Nauna avrà bisogno anche di altre occasioni per confermare di avere almeno parte del talento dell'ormai lanciatissima collega, per l'ambientazione inglese, toni davvero cupi e l'irrimediabile spinta a crescere delle due protagoniste - non importa quanto sia disperata la situazione intorno a loro - i due film emanano una vibrazione simile. 

Purtroppo è probabile che The Girl With all the Gifts finisca nel dimenticatoio esattamente come il suo precedessore ed è un vero peccato, perché finisce per essere intrappolato nella fascinazione verso Melanie e il suo essere diversa e chissà, forse migliore del genere umano, sacrificando alla sua crescita di personaggio una serie di ruoli davvero bidimensionali (per assurdo Gemma Arterton si ritrova a interpretare il personaggio più sciapo da lei affrontato negli ultimi tempi, ma nel film migliore che le sia capitato negli ultimi anni; lo stesso discorso vale anche per Glenn Close, alle prese con l'ennesima scienziata pazza). 

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Un assalto degli zombie in The Girl With all the Gifts

Il messaggio dentro e dietro al film e il cupo realismo che abbraccia la storia avrebbero meritato più attenzione ed è un bene che Locarno gli abbia fornito almeno una vetrina. La pellicola infatti non abbandona mai del tutto i toni cupi dei suoi primi 20, folgoranti, durissimi minuti, anche se forse perde un po' di malizia per strada.
O forse è solo la nostra immedesimazione di una visione ottusa che vede la Terra morente e si rifiuta di vedere attorno a sé un pianeta più vivo che mai, che beneficia del lento scomparire dell'umanità in favore di qualcosa di nuovo e per noi sconosciuto, come suggerisce il folgorante finale. 

Se siete quanti lamentano mancanza d'incisività e tutto sommato un'aridità di carattere nei tanti young adult di questi anni in cui la ragazzina si solleva contro una dittatura (e quasi sempre finisce per vincere), The Girl With all the Gifts potrebbe essere la risposta che stavate cercando. 

Per scoprire altri film imperdibili dal Festival di Locarno 69, continuate a seguirci!

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