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New York Academy, la recensione: la danza conquista la Grande Mela

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Una ballerina del Mariinsky, una star di Youtube e i coreografi più acclamati si riuniscono insieme per New York Academy, un film dedicato alla musica e alla danza.

Una scena da New York Academy

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È dai tempi di Saranno Famosi (Fame) che non fanno che ripetercelo: il ballo e la musica, specie a New York, sono fonte infinita di sacrificio, sangue e sudore, anche solo per poter sperare di accedere a uno dei pochi posti da professionista del settore.

Di dolore e di fatica però in High Strung ne abbiamo visti pochi, calato com'è in una realtà alternativa in cui le gang si affrontano nella metropolitana di New York a ritmo di musica e la competizione tra giovani ballerine della MCA si consuma nel giro di qualche botta e risposta piccato. 

Insomma, c'era una sensazione di affaticamento fisico e pressione psicologica maggiore nella sola sigla di Fame, e in definitiva non ci troviamo di certo di fronte a The Company di Robert Altman o all'insana ossessione per la perfezione di Natalie Portman in Black Swan di Darren Aronofsky. Il filone di riferimento è più quello di Save The Last Dance o Step Up, quella commistione anche romantica tra rigida disciplina dell'accademia e movenze sinuose e anarchiche degli artisti di strada. 

Arriva al cinema New York AcademyHDEagle Pictures
Un manifesto promozionale di New York Academy

New York Academy non si tira indietro di fronte a nessuno dei cliché del genere, che anzi spunta da un'immaginaria lista scena dopo scena in maniera minuziosa.
Abbiamo la giovane ballerina ingenua e completamente concentrata sulla danza che sbarca a New York per il suo primo giorno di accademia, abbiamo studenti squattrinati che vivono in loft da milionari, abbiamo il bel tenebroso e scontroso violinista a cui non manca qualche problema con la legge, abbiamo la rivale tanto dotata quanto antipatica, il bullo della scuola, l'amica che si mette sulla cattiva strada trascurando la danza e, dulcis in fundo, il concorso di talenti che porterà due mondi apparentemente lontani a unirsi e fondersi in un'esibizione memorabile. 

È un vero peccato che sull'altare di una sceneggiatura al limite della banalità venga sacrificato quanto di buono il film ha da offrire, perché gli spunti non mancano.
Si può partire innanzitutto dalla protagonista, la bella e talentuosissima Keenan Kampa, trovata dai produttori dopo aver visto uno speciale su NBC dedicato alla prima ballerina statunitense capace di entrare a far parte del corpo di ballo del prestigiosissimo teatro russo Mariinsky. Se sul profilo tecnico Kampa ha davvero tutte le doti necessarie all'impresa, sorprende come la sua estraneità al mondo della recitazione non traspaia assolutamente: anzi, la ballerina prestata al cinema dona una certa naturalezza anche ai passaggi più stereotipati della storia. 

New York Academy, la danza torna al cinemaHDEagle Pictures
Keenan Kampa è Ruby in New York Academy

Peccato che non si possa dire lo stesso del coprotagonista e violinista tormentato Nicholas Galitzine. La sua faccia fintamente sporca e l'esagerato tono drammatico con cui si sottolinea il suo bisogno di comporre e suonare musica sono davvero eccessivi, con tanto di storia lacrimevole del suo nonno che gli regalò un violino e di tatuaggio a tema musicale.

Gli appassionati di danza contemporanea invece riconosceranno Ian Eastwood, star di Youtube e coreografo di grido, nei panni di Rik, uno dei membri della crew che vive nell'appartamento sottostante a Johnnie. Occhio anche all'interprete di Jazzie, Sonoya Mizuno: dopo aver ballato in Ex Machina al fianco di Oscar Isaac in una delle scene più iconiche dell'anno scorso, la rivedremo presto in La La Land

New York Academy, la recensioneHDEagle Pictures
I protagonisti Keenan Kampa e Nicholas Galitzine

L'elemento indubbiamente più riuscito del film sono le esibizioni stesse. Non si può non citare la bellissima conclusione del concorso, che davvero farà la gioia degli appassionati del genere con un numero musicale che giustifica gli entusiasmi del pubblico per contemporaneità, lirismo e inventiva.

Anche le esibizioni delle varie crew nell'appartamento del protagonista o negli scontri in metropolitana donano al film la freschezza che manca totalmente nella sua trama che guarda ostinatamente agli anni '90, ignorando importanti apporti al genere dell'ultimo decennio come Glee, Pitch Perfect e tanti reality sullo stile di American Best Dance Crew. 

New York Academy ha insomma riunito i nomi più importanti a livello televisivo e produttivo del momento e nei suoi numeri ballati la sua contemporaneità è chiaramente evidente. Peccato che non abbia avuto la forza o la voglia di tentare di fare qualcosa di nuovo o comunque meno prevedibile a livello di trama. Per gli appassionati del genere musical romance però gli scontri tra crew e la presenza eterea e perfetta di Keenan Kampa valgono il prezzo di un film altrimenti davvero trascurabile.

New York Academy sarà nelle sale italiane a partire dal 18 agosto 2016.

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