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Paradise Beach, la recensione: Blake Lively lotta contro lo squalo

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Blake Lively in versione surfista indomita è protagonista di un incontro ravvicinato con uno squalo in Paradise Beach - Dentro L'Incubo: ecco la nostra recensione.

Blake Lively in Paradise Beach

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Serena Van Der Woodsen lascia l'alta società newyorkese e diventa un'indipendente, ombrosa ragazza texana con il pallino per il surf. Sbarcata in Messico, scopre la spiaggia segreta e perfetta dove già aveva cavalcato le onde la madre scomparsa e comincia a divertirsi tra i cavalloni.

Sembra l'incipit di un servizio di Sports Illustrated, invece è l'inizio di Paradise Beach - Dentro L'Incubo, un piccolo grande thriller con qualche brivido da horror che vede come assoluta protagonista una Blake Lively in modalità sopravvivenza quando le cose si mettono male e rimane bloccata in acqua, sanguinante e dolorante, con un enorme squalo che ce l'ha proprio con lei. 

Paradise Beach, la recensioneHDGettyImages
La locandina del film

La lotta tra la bionda mozzafiato e la letale creatura marina sembra impari, specie considerando che nei primi 20 minuti introduttivi il film non lesina inquadrature da prospettive sexy che sembrano più godere del fisico della sua interprete che rinforzare la nostra convinzione che abbia qualche possibilità di scamparla. 
Eppure passeremo il resto del film a lottare con Blake Lively che, seppur di fronte alla consapevolezza che le chance di farcela sono minime, venderà cara la pelle al killer degli abissi. 

Dai tempi in cui Steven Spielberg ci convinse che gli squali siano tutto il contrario di come si comportino in realtà (ovvero da creature timide e schive, che attaccano l'uomo solo quando si sentono intrappolate e in pericolo), l'incontro tra lo squalo e la pupa in alto mare ha generato un vero e proprio genere cinematografico, ma era da tempo che il risultato non era così convincente e tutto sommato godibile

The Shallows, Blake Lively contro lo squaloHDSony
Blake Lively è l'assoluta protagonista di The Shallows

Il merito è di una sceneggiatura che molto saggiamente stabilisce un raggio d'azione preciso e non gioca a rimpiattino con lo spettatore, a cui anzi vengono forniti tutti gli elementi che la protagonista ritrova attorno a sé per tentare di sopravvivere. Abbiamo uno scoglio che rimane per gran parte della giornata poco sopra la superficie del mare, un grande galleggiante poco distante, una carcassa di un cetaceo presidiata dallo squalo e la spiaggia, al momento fuori portata di una donna ferita in maniera seria a una gamba, con l'unica compagnia di un gabbiano con un'ala fuori uso e bloccato sullo scoglio insieme a lei.

Steven Seagull diventa la mascotte del disperato tentativo della ragazza di non lasciarsi andare, anche se non è solo lo squalo a crearle problemi: c'è il sangue che non accenna a smettere di uscire da una brutta ferita alla gamba, c'è il freddo nelle ore notturne, ci sono meduse urticanti e coralli pronti a ferirle le gambe non appena si cala in acqua.

Il regista spagnolo Jaume Collet-Serra lavora con questi elementi per raccontare una storia che un po' strizza l'occhio a Lo Squalo, un po' ai tanti survival movie in stile 127 Ore, cercando di mantenere la vicenda il più realistica possibile sino alla fine del film. Siccome siamo nel 2016, anche lo squalo non è una creatura marina assetata di sangue ma un predatore di cui vengono fornite almeno 2 o 3 motivazioni per giustificarne il comportamento omicida.

La recensione di Paradise Beach con Blake LivelyHDSony
Blake e il gabbiano sono intrappolati su uno scoglio

Blake Lively continua a non brillare per grande capacità recitativa o mimetica, ma forse è la persona giusta per questo film, che trasfigura il suo corpo avvenente facendole passare l'inferno e sfrutta il suo sembrare una bellezza californiana tra tante per aggiungere quel pizzico di realismo di ragazza comune che si scopre tostissima (forse anche troppo) in una situazione di grande difficoltà.

Il valore aggiunto che porta il film su un altro livello, oltre alla sceneggiatura solida che si astiene dal fare passi falsi e dal saltare (appunto!) lo squalo in favore della spettacolarizzazione, è l'estrema cura nella composizione delle riprese. Le prospettive aree sulla baia sono ampie, ampissime e fanno percepire ancora di più la vastità del tratto di mare che separa la ragazza ferita dalla riva. Le riprese subacquee e quelle aeree sono così esteticamente raffinate da sembrare qua e là un videoclip musicale, perciò fate attenzione: se le ferie sono ancora lontane, potrebbero farvi venire un'insopprimibile voglia di mare. 

A patto di essere predisposti al genere (e di non cercare la profondità narrativa di un It Follows) The Shallows si rivela insomma una visione gradevole che usa con moderazione gli stilemi più sospinti del genere (il found footage, gli scontri tra la bella dura a morire e lo squalo feroce) e capitalizza sul corpo della sua interprete, concedendogli però di essere innanzitutto una persona. 

Paradise Beach - Dentro L'incubo sarà nei cinema italiani a partire dal 25 agosto 2016.

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