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Wayward Pines 2, la recensione dei primi due episodi

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La nuova stagione di Wayward Pines ha debuttato su FOX. Le cose in città sono profondamente cambiate. Ma non abbastanza. Theo Yedlin troverà una nuova strada?

Wayward Pines: episodi 2x01 e 2x02

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Io ho amato alla follia la prima stagione di Wayward Pines.

Non solo perché è decisamente il mio genere (un bel mix di mistery, horror e sci-fi), ma anche per la grande cura con cui la serie è stata sceneggiata, al fine di mantenere il segreto il più a lungo possibile accrescendo la tensione.

Ecco perché anche questo secondo inizio di stagione mi è molto piaciuto: perché non ripropone, come potrebbe sembrare a un’occhiata superficiale, gli stessi schemi del precedente.

Non si ripete la storia della serie, si ripete la storia dell’uomo. Ed è un messaggio geniale.

I primi due episodi sono come un unico, lungo episodio pilota: bisogna gettare di nuovo le basi (senza dimenticare che la serie era stata inizialmente cancellata, e riconfermata a furor di popolo).

C’è bisogno di chiarire allo spettatore qual è la situazione di partenza, quali sono i personaggi nuovi e quali nuovi ruoli hanno quelli vecchi.

E il “gioco” delle premesse è completamente diverso da quello della maggior parte delle serie TV, perché questa volta noi sappiamo.

A volte vorresti solo ripartire da zero, vero?

Le parole dello sceriffo Pope, prima della fine del mondo, riassumono il senso dell’intero racconto di Wayward Pines.

Il dottor Pilcher non c’è più, ma la sua eredità è stata raccolta dalla prima generazione.

Tre anni dopo il sacrificio di Ethan Burke, la città è una zona di guerra.

Wayward Pines: il dottor Theo Yedlin

La ribellione guidata dal figlio di Ethan, Ben, dà del filo da torcere a Jason Higgins, che ha preso il comando di Wayward Pines.

Il dottor Theodore Yedlin (Jason Patric) torna alla vita, com’era successo tante volte nella prima stagione ai “risvegliati”.

Confuso e curioso, finirà per scoprire presto la verità e per soffrire del colpo di scena che lo riguarda: sua moglie Rebecca viva in città già da anni.

Fra scontri armati, pubbliche esecuzioni e coprifuoco, l’apparente normalità di Wayward Pines è stata cancellata.

Ogni vita va celebrata

dichiara Jason. Ma i cadaveri impiccati per le strade raccontano un’altra storia.

Così come l’allontanamento di Ben, cacciato fuori dalla recinzione insieme a Theo.

Ma se Theo serve a Jason per salvare la vita di Carrie, Ben serve solo a ricordargli i suoi limiti, e resta fuori.

Nonostante la disperazione di sua madre Theresa, che ritroviamo insieme a molti altri personaggi della “vecchia guardia”, da Kate - simbolo di una speranza che non c’è più - a una Megan sempre più folle, il cambiamento resta fuori dai cancelli di Wayward Pines.

Wayward Pines: Megan nella seconda stagione, sempre più esaltata, con il cadavere di un Abbie

Se la storia dell’umanità tende a ripetersi, anche quella di Wayward Pines è sempre identica.

Per quanto il dottor Pilcher provasse a trovare soluzioni alternative (con il gruppo A, il gruppo B e il gruppo C), l’unica possibilità di sopravvivenza è mantenere la popolazione nell’ignoranza.

O forse no.

I due schieramenti che si combattono rappresentano le uniche due alternative a disposizione: nutrire il popolo con le bugie, mascherandole dietro all’illusione del benessere per tenerlo buono, o far trionfare la verità e lasciare che ciascuno la interpreti e reagisca come crede.

Sono i grandi dilemmi che da sempre affliggono l’umanità, e a Wayward Pines noi sappiamo che sono entrambi fallimentari.

Wayward Pines: Rebecca, la moglie di Theo Yedlin

Bisogna trovare una nuova strada. Forse, Theo può contribuire a trovarne una.

Senza diventare “un altro Ethan Burke”.

Perché questa stagione, anche se a prima vista può non sembrare, sarà tutta un’altra cosa.

E perché gli Abbie sono alle porte, e iniziano a ingegnarsi (impossibile non cogliere il riferimento al modo in cui gli zombie scavalcano il muro di Israele in World War Z).

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