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Wayward Pines: Recensione episodi 2x03 e 2x04

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La storia di Wayward Pines è una favola per adulti. Una favola spaventosa, con un finale ancora da scrivere e tante questioni morali che ne compromettono il futuro.

Wayward Pines: Recensione 2x03 e 2x04

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C’era una volta una città a centinaia di chilometri e a migliaia di anni da qui…

Il terzo episodio di questa seconda stagione di Wayward Pines inizia come una favola.

Una favola destinata a trasformarsi in una storia inquietante e narrata da Pam Pilcher, che ritroviamo dopo la prima stagione. La storia di Jason Higgins.

Jason non è nato a Wayward Pines, ma ci è cresciuto. L’hanno risvegliato quando era solo un neonato.

Un bambino molto speciale, il primo cresciuto nel nuovo mondo, senza aver conosciuto quello vecchio.

Ecco spiegata la crudeltà di Jason, la sua fissazione con regole che chiunque altro faticherebbe a capire, la sua totale dedizione alla causa.

Wayward Pines: Jason e Carrie nel terzo episodio della seconda stagione

Mentre gli Abbie sembrano essersene andati dai confini della città, Pam si presenta a casa di Jason in cerca di perdono.

Ma la donna che ha ucciso David Pilcher, il creatore di Wayward Pines - nonché suo fratello - potrà mai essere perdonata? Ovviamente no, e lo dimostra la sua fine.

Il piano segreto di Pam è quello di sterminare tutti gli abitanti della città. Paradossalmente, vuole fare esattamente ciò che ha impedito di fare a suo fratello, uccidendolo.

E viene a sua volta uccida dalla persona più cara che le è rimasta.

Mentre l’artificioso, prematuro e disturbante piano per la procreazione si svolge alla luce del sole.

Segreti, al contrario, gli studi sugli Abbie condotti da Mary. Come in ogni storia che si rispetti, quando ci sono nemici “diversi” - zombie, vampiri o lupi mannari - c’è sempre qualche aspirante scienziato che vuole analizzarli.

E immancabilmente finisce male, perché i “mostri” si liberano e creano il caos.

Senza contare che il bambino selezionato per il grande futuro è diventato a sua volta un mostro, un assassino. Un uomo che uccide “sua madre” a mani nude.

Le questioni morali la fanno da padrone, in questo secondo ciclo di episodi.

Tutti parlano apertamente di come stanno le cose, dell'anno in cui sono e dello scopo della città.

E si parla del passato, eccome. La storia del padre di Theo mette in gioco i sentimenti di tutti quelli rimasti mentre il mondo moriva e i prescelti venivano portati via. Allontanati e messi a dormire in attesa di risvegliarsi a Wayward Pines.

La questione morale è quella di una selezione per la sopravvienza le cui regole non sono chiare.

La questione morale è quella di Adam Hassler, l'uomo che ha tradito i Burke, che è rimasto a lungo fuori dalla recinzione e ha qualcosa che non va: sta mutando? Sta diventando un Abbie?

La questione morale è quella di una specie mostruosa che non è un'aberrazione, bensì un'evoluzione degli esseri umani.

La questione morale, infine, è quella di una città che ruba l'infanzia, di bambini che vengono costretti a fare altri bambini, di un ragazzo che fa il bello e il cattivo tempo. E decide chi vive e chi muore.

Wayward Pines: Mary e Theo nell'episodio 2x03

Il sogno di ripopolare la Terra è reale. E comincia qui, in una città chiamata Wayward Pines.

Preservare la razza umana è giusto. Diventare più numerosi e più forti per espandersi al di fuori della recinzione ha senso...

Ma privare l’umanità dell’umanità no. Costringere un ragazzino a tradire la sorellina è sbagliato. Anche se ne va del grande progetto per la sopravvivenza dell’uomo.

E non è un caso che il primo Abbie che compare in città, senza che nessun allarme suoni e che nessuna recinzione venga violata, si trovi di fronte proprio a quel ragazzino...

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