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Speciale The Walking Dead, gli undici di Negan: Carl

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Carl Grimes cresce davanti ai nostri occhi. Rappresenta la perdita dell'innocenza, ma anche la speranza di un futuro per l'umanità in un mondo dominato dagli zombie.

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Quando il mondo che conosceva è finito, era soltanto un bambino.

Noi l'abbiamo visto crescere, stagione dopo stagione (insieme al suo interprete Chandler Riggs). E lui ha visto sua madre morire per dare alla luce la sorellina, ha visto morire molte persone che conosceva e amava.

Ha rischiato egli stesso la vita, più volte (come dimenticare il colpo di fucile vicino al cervo, e poi quello di pistola dritto nell'occhio?).

Carl Grimes, il ragazzino che ha imparato a prendersi cura di sé e degli altri in un mondo senza più regole, ha un ruolo importantissimo.

The Walking Dead: Carl Grimes

Rappresenta l'eredità del vecchio mondo, qualcuno che - se tutto andrà come deve - avrà passato più tempo a sopravvivere in mezzo agli zombie che a pensare ai videogiochi nell'era pre-apocalisse.

Qualcuno che avrà vissuto più a lungo nel mondo 2.0 che in quello che pochi, fra qualche anno, ricorderanno.

Inoltre, Carl in The Walking Dead è il simbolo della perdita di quell'innocenza che i genitori hanno sempre cercato di preservare nei figli il più a lungo possibile.

I bambini hanno sempre fretta di crescere, ma gli adulti sanno bene che l'infanzia è l'unico periodo "protetto" che possono riservare ai loro bambini.

A maggior ragione, in un mondo fatto di orrore e sofferenza, Rick Grimes cerca di proteggere il suo bambino dall'obbligo di crescere in fretta.

La ferita all'occhio di Carl

Ma Rick non può farlo e capisce anche che non deve farlo, perché deve insegnare a Carl a cavarsela da solo.

Carl deve pensare a diventare un tiratore provetto, a non perdere la calma quando si trova in mezzo agli zombie, a tenere la mano ferma e a riconoscere i nemici.

La sua innocenza se ne va una volta per tutte quando spara in fronte a un ragazzino (ancora vivo) per prevenire possibili pericoli.

Il sangue freddo si trasforma in indifferenza fin troppo facilmente, e Rick deve correre ai ripari.

Il famoso budino gigante al cioccolato, duramente conquistato da Carl mentre Rick è in fin di vita, è il simbolo della perdita di quell'innocenza, del passaggio forzato all'età adulta ma anche della capacità di sognare ancora, di sperare, di credere che il mondo abbia ancora qualcosa da offrire.

Qualcosa per cui vale la pena rischiare tutto.

Anche in un mondo buio, spaventoso e senza alcuna certezza.

Si dice sempre che i bambini abbiano bisogno di stabilità. Carl non sa più cosa sia la stabilità, ma ha imparato cos'è la sopravvivenza.... E fino a che punto può portarti.

Chandler Riggs è Carl Grimes in The Walking Dead

Cosa succederebbe se morisse lui

Dubito fortemente che possa toccare a Carl, sia per via della sua importante funzione, ancora tutta da svolgere, sia per via delle parole di Negan (che escluderebbero automaticamente Carl e Rick dalla "selezione" della vittima).

La sua morte rappresenterebbe un grave colpo, oltre che per suo padre e tutti gli altri, anche per la speranza di un futuro.

I figli rappresentano la continuità, la sopravvivenza della specie. E in un modo più oscuro e insidioso che mai, la loro scomparsa coincide con la perdita della speranza.

Non a caso, l'episodio della seconda stagione in cui scoprivamo che fine aveva fatto la piccola Sophia si chiamava "Muore la speranza".

Perdere un figlio è il dolore più grande e difficile da superare che un essere umano possa provare.

E riservare un colpo del genere a un Rick già inginocchiato al cospetto di Negan, impotente e costretto ad assistere alla morte di qualcuno che ama senza muovere un dito sarebbe troppo.

Carl, quindi, deve vivere. Perché Rick - benché in grave difficoltà - ha ancora il compito di fare tutto ciò che è in suo potere per salvare la sua famiglia.

Una famiglia che ha bisogno di lui. Ora più che mai.

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