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Rose McGowan stigmatizza il rito del red carpet: "È stupro visivo"

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Rose McGowan attacca senza mezzi termini il rito del carpet e si scaglia contro il "sistema Hollywood", che plagia le donne e le trasforma in corpi da mostrare.

Rose McGowan al Tribeca Ball

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Dopo un lungo periodo di semi anonimato, Rose McGowan è tornata alla ribalta, ma non per ragioni artististiche, bensì di costume. Nei giorni scorsi, infatti, l'attrice ha utilizzato Instagram per esprimere il proprio affetto alla collega Shannen Doherty, rivelando che l'antagonismo tra di loro è stato costruito ad arte dai "tipi bianchi dal cervello beige" di Hollywood, e in occasione degli Emmy Awards 2016 si è scagliata contro il rito del red carpet.

Secondo quanto scrive The Hollywood Reporter, l'interprete di Streghe e Grindhouse ha stigmatizzato il rito della sfilata a favore di fotografi e TV, equiparandolo a una forma di violenza:

Durante uno degli ultimi tappeti rossi che ho fatto, l'inviata di Entertainment Tonight mi ha chiesto se, come Cate Blanchett, ritenevo inappropriato che la macchina fotografica frugasse ogni centimetro del mio corpo, dall'alto in basso. Le ho detto che per me era come uno stupro visivo. Sono quasi certa che la mia risposta non sia stata mandata in onda.

Rose McGowan sul red carpet (suo malgrado)HDGetty Images
Rose McGowan ritiene il red carpet una sorta di "stupro visivo"

L'invettiva di Rose non è casuale e si aggancia al duro attacco da lei portato al "sistema Hollywood" nel post dedicato a Shannen Doherty. L'artista, infatti, sostiene che il mondo dello spettacolo sia manovrato da una casta misogina, che fa recitare alle attrici un ruolo non solo nella finzione di film e serie TV, ma anche nella vita reale.

Il risultato sono rivalità come quella che ha diviso lei e l'ex star di Beverly Hills 90210 e la ricerca spasmodica e grottesca di un'immagine di presunta perfezione che svilisce le donne e le trasforma in nient'altro che corpi da mostrare e da vendere:

La mia esperienza sul tappeto rosso è stata un viaggio [attraverso, n.d.r.] sfida, accettazione e poi rifiuto di regole inventate da un sistema vecchio e sorpassato. Chi stabilisce che debba essere un professionista a pettinarmi e truccarmi? Chi decide che debba pagare qualcuno per sembrare una bizzarra versione di me stessa che partecipa a un concorso di bellezza? La vendita di qualcuna che non riconosco, per pubblicizzare una me che non ero io, ha smesso di avere senso.

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A photo posted by Rose McGowan (@rosemcgowan) on

Ma non sono solo le "eminenze grigie" di Hollywood a essere responsabili della mercificazione del corpo femminile. Secondo Rose, infatti, anche i media hanno una grande responsabilità nello status quo.

Facendo riferimento alla campagna #AskHerMore lanciata da Reese Witherspoon, Shonda Rhimes, Gloria Steinem, Maria Shriver, Lisa Ling e Sandra Fluke proprio per invitare i giornalisti ad andare oltre alle apparenze, l'attrice ha dichiarato:

Il fatto che il progetto #AskHerMore abbia la forma di un hashtag è esemplificativo dell'idiozia dei media più di ogni altra cosa. Gli inviati sul tappeto rosso dovrebbero tirare fuori un po' di intelligenza e non chiedere solo cose inutili e di poco conto. Forse così potremmo andare oltre a un hashtag.

Rose ha concluso la propria riflessione affermando che, se dovrà presenziare a un evento, lo farà a modo suo:

È altamente improbabile che sfili sul tappeto rosso per questa stagione di premi, ma se lo farò, mi occuperò io del mio trucco e del mio abbigliamento. Sono una persona adulta e so come farlo. Ecco un segreto che attori e attrici devono conoscere: possono farlo. I parrucchieri e i make up artist di Hollywood tendono a trasformare le attrici - me compresa - in rivali di Trump. Non è bello. Alle attrici viene fatto il lavaggio del cervello e diventano parte del meccanismo. Non si rendono conto che non è necessario. Credo che Hollywood non abbia mai visto una come me.

We're here. We're queer. Get used to it. #rosearmy #anarmyofawesome

A photo posted by Rose McGowan (@rosemcgowan) on

Il duro attacco fatto da Rose al rito del carpet arriva a pochi giorni di distanza da quello portato da Miley Cyrus (anche se nel caso della cantante la motivazione è un po' diversa, perché per l'interprete di Wrecking Ball si tratta di una mancanza di rispetto verso le persone indigenti) e si inserisce nel coro di voci - tutto al femminile - che stigmatizza le logiche del potere di Hollywood.

Come la star di Streghe, infatti, anche altre attrici, tra cui Kerry Washington, hanno preso posizione contro il sistema e combattono per vedere affermata la propria dignità di donne e per la parità dei sessi.

La battaglia è difficile, ma con portavoce così, la vittoria è solo questione di tempo.

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