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Wayward Pines 2: Recensione episodio 6. L’imboscata

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Un episodio incentrato sul messaggio della seconda stagione di Wayward Pines: i mostri non sono gli Abbi, ma gli uomini che sfidano le leggi della natura...

Wayward Pines: Recensione episodio 2x06

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Abbie, diminutivo di Aberrazione. Ma se non fosse così? Se gli Abbie fossero solo l’evoluzione dell’uomo, causata dalle sue stesse azioni?

Il tema più scottante di questa seconda stagione di Wayward Pines era già stato introdotto la settimana scorsa, ma nell’episodio di ieri sera è stato protagonista.

Dopo aver distrutto la Terra, l’essere umano - sopravvissuto grazie all’Arca del dottor Pitcher - per fare spazio a Wayward Pines distrugge gli Abbie. Distrugge… se stesso.

Trasforma gli Abbie in nemici giurati, esattamente come ha fatto con molte altre creature che prima di lui popolavano le terre che voleva.

In questo caso, la terra è quella necessaria a costruire la recinzione di sicurezza della città.

Wayward Pines: una scena dell'episodio 2x06

Mentre Jason e Carrie pensano al futuro, Theo pensa a sbronzarsi… E gli Abbie pensano a come trovare finalmente vendetta, usando il fuoco: l’arma che gli stessi esseri umani avevano usato contro di loro.

Finalmente sappiamo perché gli Abbie odiano gli uomini: sono stati questi ultimi a cominciare la guerra. Ma gli abitanti di Wayward Pines non lo sanno...

Vincenzo Natali (Cube - Il cubo) dirige l’episodio della resa dei conti, lo scontro fra l’uomo come dovrebbe essere nel 4032 e l’uomo che ha voluto sfidare le leggi del tempo e della natura.

La rivelazione della seconda stagione è questa: gli intrusi siamo noi.

I mostri siamo noi, non le creature che tentano di sterminarci a morsi e graffi e di privarci delle risorse di cibo.

A Wayward Pines non cresce nulla. Le coltivazioni devono essere fatte all’esterno della recinzione, e prima di preoccuparci della ragione per cui il terreno della città non è fertile, conosciamo già il significato di questa scelta: dimostrare che Wayward Pines non avrebbe dovuto esistere.

Come gli uomini non avrebbero potuto - e dovuto - continuare a vivere, così il cibo che serve al loro mantenimento non può crescere.

E rifiutarsi di credere che gli Abbie possano organizzarsi e pianificare un attacco non fa altro che renderli più forti.

In ogni horror che si rispetti, all’inizio il mostro di turno - sia esso uno zombie, un vampiro, un fantasma o un golem - ha la meglio perché nessuno crede alla sua esistenza… E non si prepara a combatterlo con le armi giuste.

Wayward Pines ci racconta la stessa storia, con gli Abbie al posto del mostro di turno ed esseri umani che non dovrebbero più esistere a sottovalutarne l’intelligenza e i sentimenti.

Adam e Theo nell'episodio di Wayward Pines: L'imboscata

La metafora della capacità dell’uomo di distruggere ogni forma di vita per egoismo e ignoranza non è molto velata: questo secondo ciclo di episodi ruota interamente attorno a questo messaggio.

La domanda di Jason:

Come possiamo sopravvivere?

non ha una vera risposta. Perché ogni scelta fatta finora ai fini della sopravvivenza si è rivelata sbagliata, moralmente inaccettabile, anacronistica.

Le scelte di Adam per mettere Ethan fuori gioco e vivere felice e contento insieme a sua moglie Theresa si sono rivelate anch’esse sbagliate, moralmente inaccettabili e anacronistiche.

E anch'esse verranno punite con la guerra degli uomini del 4032 contro quelli che avrebbero dovuto essere estinti.

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