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Blair Witch, la recensione: il ritorno della strega del bosco

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Dopo diciassette anni Adam Wingard riporta al cinema una delle streghe più famose del grande schermo: ecco la nostra recensione della pellicola horror Blair Witch.

Il logo del film sulla strega di Blair

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Nel 1999 Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez rivoluzionarono il concetto di pubblicità virale applicandolo al mondo del cinema come nessuno aveva mai fatto prima.

Un sito internet dedicato, filmati, finte interviste: tutto orbitava intorno al ritrovamento di un nastro girato da Heater Donahue e altri due ragazzi, poi scomparsi durante un'escursione nella foresta di Black Hills.

Il mistero era incentrato sulla leggenda della strega di Blair e sul fatto che i video ritrovati (il classico found footage di molti horror contemporanei) fossero originali.

Myrick e Sánchez crearono una leggenda intorno alla leggenda e in America nessuno sapeva se The Blair Witch Project (TBWP) fosse davvero solo un film, almeno fino allo scorrere dei titoli di coda (purtroppo in Italia il mistero venne rivelato prima dell'uscita nelle sale).

I tre ragazzi scomparsi di The Blair Witch Project in un finto annuncio del 1999HDwww.cineblog.it

Sono passati diciassette anni da quel fatale 1999 e, dopo un seguito apocrifo uscito l'anno successivo (il mediocre Il libro segreto delle streghe – Blair Witch 2 del 2000), Adam Wingard (You're Next, 2011 - The Guest, 2014) ha deciso di riportare al cinema la tetra foresta di Black Hills appoggiandosi alla penna del fido Simon Barrett e annunciando a sorpresa l'uscita del film.

L'impianto non si discosta molto dall'originale. Nel 2014 un gruppo di quattro amici decide di fare finalmente chiarezza sul mistero della strega di Blair dopo aver visto un filmato online.

Uno di questi, James Donahue (James Allen McCune) è il fratello di Heater Donahue ed è convinto che il misterioso video comparso su Youtube ritragga proprio la sorella ormai data per dispersa.

James, Lisa (Callie Hernandez), Ashley (Corbin Reid) e Peter (Brandon Scott) si recano perciò a Burkittsville per interrogare chi ha messo online il video.

Lì incontrano gli appassionati di stregoneria Lane (Wes Robinson) e Talia (la Valerie Curry di The Following) che si offrono di guidare il gruppo alla ricerca di Heather, nel cuore di Black Hills.

Gli attori che compongono il cast del nuovo Blair WitchHDscreenrant.com

Ciò che accade nei novanta minuti successivi è proprio un collage dei nastri recuperati di quest'ultima escursione nel Maryland.

Non era possibile replicare l'alone di mistero che permeava The Blair Witch Project, e questo Adam Wingard dimostra di saperlo sin dalle prime battute.

La parte introduttiva è ridotta al minimo: il regista non deve sprecare energie per cercare di convincerci che ciò che vediamo è reale, perciò i sei protagonisti finiscono subito all'interno del bosco e subito affrontano anche la prima notte nel dominio della strega.

Le premesse potevano essere buone: nuove tecnologie, GPS, droni, videocamere portatili. Un gruppo attrezzato ad affrontare la foresta e una varietà di punti di vista che, pur rimanendo nella logica del nastro ritrovato, potevano offrire interessanti e inediti scorci sull'orrore nascosto a Black Hills.

James Allen McCune e Callie Hernandez insieme al regista Adam WingardHDscreencrush.com

Ed è qui che Wingard manca il suo appuntamento più importante. Tutta questa tecnologia viene poco sfruttata finendo con l'affidare l'intera narrazione all'ennesimo grappolo di telecamere a spalla che, a tutti gli effetti, non innovano quando già visto in The Blair Witch Project.

Questo non sarebbe necessariamente un male, visto che in TBWP aveva funzionato a dovere, ma il senso di già visto fa storcere il naso ricordando troppo un'operazione nostalgia.

Wingard e Barrett hanno qualche buona intuizione originale ma l'impressione è che finiscano con il procedere a tentoni.

Giocano con il tempo e con lo spazio, lasciano intendere la presenza di qualche cortocircuito narrativo senza mai svilupparlo e finiscono vittime di alcuni virtuosismi fini a loro stessi.

Attenzione! Possibili spoiler!

La scena del tunnel, per quanto tecnicamente ineccepibile, allontana lo spettatore da quello che sta realmente succedendo tutto intorno, creando una bolla esclusiva di claustrofobia all'interno di un terrore che dovrebbe essere molto più grande.

Alla stessa maniera l'infortunio di Ashley naufraga in un piccolo non-sense autoreferenziale del quale, detto in tutta onestà, si poteva fare a meno.

Ma quindi Blair Witch è un brutto film? No.

È una pellicola sincera ma con poca immaginazione, che paga il prezzo di un predecessore troppo ingombrante e che sceglie la via più semplice per sviluppare una trama che avrebbe potuto essere molto più interessante.

Era davvero necessario togliere anche l'ultimo velo rimasto finendo con il mostrare quello che non doveva essere mostrato?

Se l'orrore da manuale confezionato da Myrick e Sánchez diciassette anni fa vi aveva saziato, lasciate che Heather riposi in pace tra le ombre di Black Hills.

Sara Adami – Maico Morellini

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