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Il suono del mondo a memoria, l'intima New York di Giacomo Bevilacqua

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Uscita nella librerie il 15 settembre, la prima graphic novel dell'autore di A Panda Piace ci mostra una New York molto diversa da quella che conosciamo. La nostra recensione.

Il protagonista della storia ritratto sulla copertina del volume

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Vivere due mesi a New York senza parlare con nessuno. Un'impresa difficile, per certi versi impossibile vista la facilità con cui è possibile stringere rapporti nella Grande Mela, che Samuel Page si è però autoimposto e ha deciso di affrontare fino alla fine. Senza barare, senza voltarsi indietro.

Dire che questa è la trama de Il suono del mondo a memoria (Bao Publishing, 192 pagine, 21 euro), la prima graphic novel di Giacomo Bevilacqua, è allo stesso tempo un'affermazione corretta ma altrettanto riduttiva, vista l'opera che ci troviamo davanti.

Sì, la storia di superficie narra di un fotoreporter chiamato a raccontare New York da una diversa prospettiva, una sfida-terapia accettata nell'intento di superare una relazione finita male, ma leggendo l'opera con attenzione si scopre che in realtà essa racconta di luogo pulsante di emozioni, sentimenti e ricordi di vite passate.

È infatti New York la vera protagonista del libro, una città di cui Bevilacqua riesce a trasmettere con semplicità ogni minima sfumatura, una dote che solo chi ci ha vissuto e l'ha amata visceralmente può vantare.

Ma l'autore non si accontenta di questo, fa di più, rivelando un lato inedito della Grande Mela, più intimo e delicato di quello che siamo abituati a vedere nei film o nelle serie TV.

Ce lo mostra attraverso i giochi di luce tanto cari agli impressionisti, presenti nelle numerose vedute disseminate per tutto il libro, ma soprattutto attraverso gli occhi di Sam, uno che non guarda mai una foto dopo averla scattata ma che questa volta sarà costretto a farlo.

Perché a New York e a chi ci abita non puoi sfuggire. Nemmeno se ti sforzi di farlo.

Due viste di New York da Il suono del mondo a memoriaHD© BAO Publishing

Sul versante grafico c'è ben poco da dire. Chi è abituato al Bevilacqua delle strisce di A panda piace, in bianco e nero e con solo alcuni accenni di colore, resterà stordito dalla bellezza di queste tavole, il cui risultato è davvero sorprendente se si pensa che Il suono del mondo a memoria è la prima, vera prova a colori per il fumettista romano.

Da notare come lo stile di disegno, allo stesso modo della griglia, muti in relazione a ciò che avviene nella storia. Benché l'opera abbia un tono di fondo realistico, alcune scene esulano infatti da questo contesto, facendosi grottesche o sfiorando la bidimensionalità tipica dei pixel.

Molto interessante è anche come è stata gestita la storia sotto l'aspetto della comunicazione. Vista l'impossibilità per Sam di potersi confrontare a voce con le persone che lo circondano, l'autore ha deciso di non inserire dialoghi parlati ma di sostituirli con didascalie di pensiero, email e messaggi lasciati su bigliettini di colore giallo.

Il protagonista passeggia per una New York autunnale

Se deciderete di dare una chance a questa graphic novel - e noi vi consigliamo vivamente di farlo - avrete la possibilità di vivere e respirare per qualche ora l'aria di New York, sia che l'abbiate solo vista in TV o che ci siate già stati decine di volte.

Un risultato che solo i grandi narratori riescono a raggiungere, una categoria a cui Giacomo Bevilacqua, a quanto pare, sembra proprio appartenere.

Voto7,5/10

Ne Il suono del mondo a memoria Bevilacqua racconta New York da una prospettiva inedita, scavando nel cuore di una città pulsante di emozioni e ricordi di vite passate.

Lorenzo Bianchi

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