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Emma Watson prende lezioni di autodifesa (per una buona causa)

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Bella, brava e... pericolosa! Emma Watson prende lezioni di autodifesa, ma è per una buona causa. L'attrice sostiene un progetto per l'"empowerment" delle donne.

Emma Watson all'evento The 100 Most Influential People organizzato dalla rivista Time

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Che Emma Watson sia una donna in gamba, non ci sono dubbi. Oltre a portare avanti con successo la carriera di attrice (il film La Bella e la Bestia, che la vede protagonista, è uno dei più attesi del 2017), la giovane è Ambasciatrice di Buona Volontà per l'UN Women ed è in prima linea nella battaglia per affermare la parità di genere e i diritti delle donne nel mondo.

L'indimenticabile interprete di Hermione Granger nella saga di Harry Potter (che a quanto pare non tornerà al cinema), però, non riesce a stare con le mani in mano e così, dopo la strada dello spettacolo e dell'attivismo, ha intrapreso anche quella dello sport. Naturalmente a modo suo. Per ribadire il proprio carattere determinato, infatti, Emma ha scelto di prendere lezioni di autodifesa.

L'occasione è stata l'annuale summit del One Young World (ente di beneficenza britannico che raccoglie "i più brillanti giovani leader di ogni parte del mondo" per generare un cambiamento positivo), tenutosi dal 28 settembre all'1 ottobre 2016 a Ottawa, in Canada.

Emma era uno degli oratori e come lei anche Lina Khalifeh, fondatrice della prima scuola di autodifesa femminile della Giordania, la palestra SheFighter, oltre che cintura nera di Taekwondo 3DAN ed esperta di kickboxing, kung fu e boxe. 

La giovane è stata invitata per parlare dell'attività che porta avanti nel suo paese per aiutare le donne ad acquisire consapevolezza di sé, della propria forza e dei propri diritti attraverso l'apprendimento delle tecniche di autodifesa e l'attrice ha voluto farne esperienza in prima persona, per imparare qualche "trucco" e soprattutto per dare visibilità al progetto di Lina.

Vestita con un canotta bianca e dei leggings neri e con indosso un paio di guantoni da boxe fucsia, Emma si è cimentata in un misto di arti marziali e pugilato, dando sfoggio della consueta grinta. In Lina, però, ha trovato una degna sparring partner. In tutti i sensi.

L'atleta giordana, infatti, ha fondato la scuola She Fighter nel 2010, per aiutare un'amica che viveva una situazione di abusi domestici. Inizialmente, la palestra è stata allestita nello scantinato della casa dei genitori di Lina, ma ben presto la voce si è sparsa e nel 2012 la giovane ha aperto una nuova sede nella capitale del paese, ad Amman.

Negli anni successivi, il progetto ha continuato a crescere. Prima sono stati creati corsi specifici per le donne disabili e per le rifugiate siriane, mentre nel 2013 Lina ha parlato al Global One Young World Summit di Bangkok, in Thailandia, e nel 2015 è stata lodata pubblicamente per la sua attività da Barack Obama, durante il White House Global Entrepreneurs Event.

Come riporta il sito inglese di Al Arabiya:

Fino a oggi, Lina ha aiutato circa 10mila donne a imparare a proteggere sé stesse. Grazie, Lina. Vogliamo essere al tuo fianco per permettere alle donne di vivere con dignità e in sicurezza.

Dal canto suo, Lina spiega il proprio progetto con semplicità:

L'idea di aiutare le donne a prendere consapevoleza di sé mi è venuta quando avevo 24 anni. In un primo momento, era una cosa astratta. Tuttavia, scoprire che una mia amica era vittima di violenza in casa ha avuto un grande impatto su di me. [...] Ho cominciato a studiare e a documentarmi per essere in grado di lanciare un programma di autodifesa per le donne. Ho portato a termine la mia missione e SheFighter ha avuto successo. [...] La cosa principale che ho notato nella trasformazione alla quale vanno incontro le donne e le ragazze dopo che si sono iscritte in palestra, è l'aumento della fiducia in loro stesse. [...] Spero di far diventare SheFighter un sistema, un programma o una scuola diffusi in tutto il mondo.

La sua pacatezza, tuttavia, non deve trarre in inganno. La giovane, infatti, è una combattente e non si fa problemi con nessuno. Neppure con Emma Watson.

Per quanto su Twitter abbia scritto che incontrare e allenare l'attrice (una "persona umile e meravigliosa") sia stato "un onore", l'atleta non le ha riservato favoritismi, come ha rivelato la collaboratrice dell'Huffington Post Aliçia Raimundo:

Ho chiesto a Lina se ci fosse andata piano con Emma e lei mi ha risposto: 'Le ho detto di stare in guardia, se no l'avrei ridotta male!' Lina, sei una dura!

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