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Una risata ci salverà tutti: un mistero buffo che si chiama Dario Fo

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L'artista e intellettuale italiano Dario Fo si è spento oggi a 90 anni. Ecco il nostro ricordo dell’ultimo Nobel italiano, il giullare che aveva dato voce al popolo.

Dario Fo

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Una vita trascorsa cantando, ballando, irridendo le istituzioni, la cultura ufficiale e persino se stesso. Non si può che ricordare con un ironico sorriso stampato sul volto aperto e cordiale Dario Fo, il giullare italiano e l'intellettuale noto a livello mondiale. Negli anni più caldi del Novecento italiano, con le armi del riso e della sovversione teatrale diede voce e dignità alla cultura popolare, fino a portarla alla vittoria del Nobel. 

Il riso, come forma di vita ma anche terribile arma contro la prevaricazione e l'ordine sociale prestabilito, ha guidato la sua vita e la sua intera carriera: 

La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune, anzi è più vero o, almeno, più credibile.

Addio a Fo, voce popolare e buffa

Per una coincidenza più beffarda che buffa si è spento proprio oggi, 13 ottobre 2016, Dario Fo. Mentre Bob Dylan porta a casa a sorpresa il Premio Nobel per la Letteratura 2016, è morto l’ultimo grande vincitore atipico, controverso e italiano del celebre riconoscimento, dopo aver trascorso le ultime 2 settimane ricoverato all’Ospedale Sacco di Milano. 

Ricordo di Dario Fo, eterno giullareHDGettyImages
Dario Fo, un vita dedicata al riso

La vittoria di Dario Fo giunse totalmente inaspettata e fu da molti additata come una decisione arbitraria e politica, visto anche il profilo tutt'altro che ingessato di uno dei vincitori più anticonvenzionali mai selezionati dall'Accademia Reale di Svezia.

Con il suo erede ideale Bob Dylan condivide un intelletto poliedrico e un'attenzione continua a tutte le forme artistiche. Negli ultimi anni si era dedicato con grande perizia alla pittura, illustrando a tinte accese e vivaci il mondo e la gente comune, così come aveva fatto negli anni duri della contestazione sociale con le sue parole e i suoi monologhi teatrali.

Il Nobel a un giullare

Dopo Umberto Eco, l’Italia perde un’altra grande voce letteraria nota a livello internazionale, anche se di stampo differente. Tanto Eco era accademico ed espressione del gotha culturale europeo quanto Dario Fo è stato portavoce degli umili e della loro cultura, ricchissima eppure considerata da tanti, a torto, minore e sussidiaria. Questa battaglia di sovversione buffa (nel senso di buffonesca) l'ha portata avanti con la sua opera e la sua vita, prima e dopo aver raggiunto la notorietà internazionale con la sua vittoria a sorpresa al Nobel.

Nel suo celebre e sorprendente discorso di ringraziamento all'Accademia Reale di Svezia, a seguito delle polemiche sull’assegnazione da molti giudicata immeritata e scandalosa, Dario Fo si definì giullare, soprannome che da allora è rimasto associato alla sua figura di letterato alla mano, provocatore e speranzoso:

Il premio più alto va dato quest'anno ai Membri dell'Accademia Reale di Svezia che hanno avuto il coraggio di assegnare il Nobel ad un giullare! Eh sì, il Vostro è stato davvero un atto di coraggio, che rasenta la provocazione.

Mistero Buffo

Drammaturgo, regista, attore, pittore prolifico e attivista politico, Dario Fo raggiunge la notorietà internazionale grazie a Mistero Buffo, opera teatrale del 1969 che il suo autore definì giullarata popolare. Lo spettacolo teatrale, rieditato più volte nel corso della carriera, ebbe così tanto successo anche tra la gente comune da essere riproposto persino negli stadi.

Mistero Buffo racconta il Vangelo attraverso una serie di monologhi scritti sulla base di testi apocrifi o su episodi della vita di Gesù, spogliando della sua sacralità intoccabile una figura come quella del Figlio di Dio. Dario Fo ammirava enormemente il Gesù dei Vangeli e delle fonti non ufficiali, ma voleva tenacemente estrarlo dalla sua aura sacrale, evidenziandone la profonda, incredibile umanità, la sua vicinanza con il popolo degli umili.

Dario Fo è mortoEinaudi
La copertina dell'edizione del 2004 di Mistero Buffo

Mistero Buffo è un'opera iconica ed esempio perfetto del tema centrale dell’intera carriera di Fo: lo scardinamento dell’ordine sociale che vuole la cultura popolare e popolana subalterna e inferiore a quella ufficiale e intellettuale.

Ultime risate

Anche dopo il premio Nobel, Dario Fo non si è mai dato arie da superiore o  da fine intellettuale, ma anzi a continuano a parlare la lingua del quotidiano e a non tirarsi indietro mai da un'occasione di festa o di arte. D'altronde non capita tutti i giorni di vedere un Premio Nobel che canta in duetto dialettale con un'artista pop internazionale come Mika.

Solo 3 anni fa Dario Fo aveva dovuto affrontare la prova più dura della sua vita, il lutto per la morte di Franca Rame. Franca Rame e Dario Fo sono stati fino al 2013 due entità inscindibili: era la sua compagna di vita e di lavoro, figura centrale per il poeta e drammaturgo, spesso co-autrice dei suoi scritti. È stato l'unico momento della sua vita pubblica (e forse anche privata) in cui è venuto meno il volto sorridente ed è emersa la grande sofferenza per la fine del rapporto con l'amore della sua vita. 

Il caso ha voluto che Dario Fo ci lasciasse un ultimo saluto, e chissà, forse un sorriso. Il giullare del Novecento, le cui condizioni di salute si sono aggravate poche settimane fa, aveva appena terminato la sua ultima fatica, un romanzo intitolato Quasi per caso una donna. Cristina di Svezia. Il manoscritto, già consegnato alla casa editrice Guanda dall’autore, dovrebbe essere pubblicato entro la fine del 2016.

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