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The Exorcist: il sangue si gela con la sigla d'apertura in anteprima

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Raccogliere l'eredità del film di William Friedkin non è facile, anche per la colonna sonora. Ma The Exorcist ha scelto di mantenere la propria originalità.

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Le sigle, una volta, erano il biglietto da visita delle serie TV.

Lunghe e articolate, presentavano il cast e l'atmosfera, componevano canzoni originali destinate a diventare di culto, o ne adattavano di esistenti rendendo famosi gli autori.

Le sigle degli anni '60, '70 e '80 hanno contribuito a scrivere la storia della TV, sottolineando l'importanza dell'uso della musica anche nelle produzioni per il piccolo schermo, per decenni considerate inferiori a quelle per il cinema.

Il cast di The Exorcist

In seguito, soprattutto negli anni '90 e nel Nuovo Millennio, in qualche occasione le sigle sono passate in secondo piano.

A volte "liquidate" in fretta e furia, con il titolo della serie su fondo nero, per la durata di pochi secondi, per la precisa scelta di privilegiare la narrazione e non sottrarre tempo agli eventi (un caso esemplificativo: Lost).

Anche questa è stata una scelta che ha contribuito a scrivere la storia delle sigle e delle serie TV.

Le serie d'autore del Nuovo Millennio, da True Blood ad American Horror Story, tanto per citare due fra gli esempi più celebri, hanno restituito importanza alla sigla.

Ryan Murphy ha disseminato le varie stagioni della sua serie horror d'immagini e musica inquietanti, addirittura disturbanti, ma anche ricche d'indizi sui temi affrontati e sulla cifra stilistica della narrazione.

Alan Ball ha scelto un brano musicale, Bad Things di Jace Everett, per trasformarlo in un efficace riassunto delle tematiche e degli eventi di True Blood.

Gli esempi sono molti, e The Exorcist - di cui vediamo qui la sigla in anteprima - non fa eccezione.

La serie di Jeremy Slater (The Lazarus Effect) ha scelto una composizione musicale originale (la colonna sonora è firmata da Daniel Hart, già autore della musica de Il drago invisibile), strumentale e corredata di immagini che richiamano esplicitamente lo stile di American Horror Story.

Ovvero: immagini astratte, ma altamente simboliche e significative, scelte per rappresentare l'insinuarsi del Male nel mondo, fino alla (prima) tranquilla vita quotidiana di una famiglia qualunque.

La famiglia Rance, protagonista della serie che raccoglieva un'eredità musicale pesantissima: Tubular Bells di Mike Oldfield, colonna sonora del film L'esorcista, è uno di quei brani che tutti conoscono.

E che tutti, ancora, trovano inquietante perché associato a immagini indelebili nella storia del cinema e nella memoria collettiva.

Onore a The Exorcist, quindi, che si appresta a raccogliere il testimone di immagini e suoni di culto. Scegliendo di mantenere una propria, originale identità.

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