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Divergent: il regista parla del destino della serie TV

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Neil Burger, regista e produttore esecutivo di Divergent, ha parlato della serie TV e si è unito alla tristezza del cast per il destino stabilito nei confronti della saga.

Una scena di Divergent con Shailene Woodley e Theo James

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Che il destino di Divergent avrebbe scatenato non poche polemiche, era chiaro fin dall'inizio.

D'altronde, è normale pensare che la saga cinematografica nata dai libri di Veronica Roth non possa avere un epilogo sensato se non sul grande schermo. Eppure i vertici Lionsgate non hanno molti dubbi: gli incassi deludenti di Allegiant, l'ultimo film della saga, hanno costretto al cambio di strategia per Ascendant, l'ultimo capitolo.

L'epilogo di Divergent è condannato ad adattarsi al piccolo schermo. Ma la notizia, ovviamente, non è stata accolta con gioia dal cast: Shailene Woodley ha spiegato di non essere interessata al sequel televisivo, mentre Ansel Elgort e Miles Teller hanno espresso tutta la loro perplessità.

Ora arriva anche Neil Burger, regista del primo capitolo e produttore del secondo, a dichiarare senza mezzi termini a Hollywood Reporter la propria delusione nei confronti della scelta produttiva.

Penso sia triste. Stavo giusto parlando con le persone di Lionsgate riguardo un’altra cosa di recente, e penso che si siano messi in un vicolo cieco. Penso che loro non si sentano come dovrebbero per aver diviso l'ultimo libro in due film. Se non lo avessero fatto, il film avrebbe avuto una forma migliore, ma sono anche sicuro che in quel momento fossero eccitati e vedessero un certo potenziale lì.

Neil Burger sul set di Divergent con Shailene WoodleyHDCollider
Neil Burger all'epoca della regia di Divergent

Poi Burger esprime la propria solidarietà al cast.

Penso sia molto brutto per gli attori, perché li amo tutti e sono stati molto leali nei suoi confronti [della saga, n.d.r.]. Stanno ancora cercando di capire cosa fare a riguardo.

Al momento non sono in molti a fare il tifo per lo spin-off seriale dei film tratti dai libri di Veronica Roth. È proprio necessario convertire una saga nata e vissuta sul grande schermo in materiale televisivo? Non si può proprio dire di non condividere le perplessità degli attori e lo sconcerto di Neil Burger.

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