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In Guerra per Amore, la recensione: Pif, la mafia e gli Stati Uniti

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Pif torna a parlare della sua amata Sicilia e della piaga della mafia nel suo secondo film da regista, In Guerra per Amore, con Miriam Leone e Sergio Vespertino.

Pif durante le riprese del film

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Pierfrancesco Diliberto è solo al suo secondo film da regista, eppure ha già una cifra stilistica e tematica tale da suscitare una familiarità fortissima con il suo cinema. Con In Guerra per Amore siamo in altri luoghi e in altri tempi rispetto al suo folgorante debutto critico e di pubblico La Mafia Uccide Solo d'Estate, eppure bastano un paio di scene per ritrovare la stessa atmosfera. 

Secondo lo scrittore de Il Grande Gatsby Francis Scott Fitzgerald, ogni autore finisce per parlare incessantemente di un pugno di temi a cui è indissolubilmente legato. Nel caso di Pif, che come tanti siciliani esplicita ad ogni scelta e ad ogni respiro un legame indissolubile con la sua terra, questo assunto è più vero che mai. Infatti, pur partendo da lontanissimo nel tempo e nello spazio, il suo secondo film finisce per ricalcare fedelmente i messaggi e le denunce del primo. 

In Guerra per Amore di Pif, la recensioneHDRai Cinema
Pif e Miriam Leone

In questo caso però viene presa in esame una causa esogena dello sviluppo della mafia in Sicilia; Pif ha scritto la sceneggiatura del film basandosi sul rapporto di un militare statunitense che, subito dopo la liberazione dell'isola, denunciava al proprio governo il rinvigorirsi delle associazioni criminali siciliane. L'esercito statunitense infatti, preoccupato per il tributo di sangue che l'avanzata verso Berlino avrebbe comportato, decise di farsi facilitare l'avanzata nel sud Italia appoggiandosi proprio ai padrini e ai loro contatti con le numerose comunità siciliane espatriate negli Stati Uniti. 

Di queste delicate e poco cristalline trattative tra Stati Uniti e mafiosi locali però Arturo, lavapiatti di origini siciliane che ancora stenta a parlare inglese pur vivendo a New York, è beatamente inconsapevole. L'idea di tornare in Sicilia non lo sfiora nemmeno, almeno finché nel 1943 si ritrova costretto a tornare nel paese d'origine della sua amata Flora (Miriam Leone), sperando di battere sul tempo il suo rivale in amore e boss Carmelo - a cui è promessa sposa - e ottenerne la mano. Non avendo i fondi per pagarsi il viaggio, si unisce al manipolo di siciliani ingaggiati dall'esercito statunitense per facilitare l'avanzata in Sicilia. 

In Guerra per Amore, la recensioneHDRai Cinema
La battaglia tra Madonnina e Duce

L'ultimo quarto d'ora che chiude In Guerra per Amore acquista un vigore e una forza narrativa che purtroppo mancano nel resto della pellicola. Dopo aver approcciato in maniera leggera, quasi favolistica, la forma mentis dei siciliani e i vizi e le virtù passati e presenti dei suoi conterranei, Pif finalmente lascia da parte l'approccio scherzoso e leggero e picchia duro, denunciando quanto Cosa nostra sia in realtà una scomoda eredità lasciata alla Sicilia da interessi politici di un mondo alle soglie della Guerra fredda e preoccupato dall'avanzata comunista. 

Il problema è che, rispetto al precedente e meglio gestito La Mafia Uccide Solo d'Estate, il film esita troppo a scoprire le sue carte e ad arrivare al punto, indugiando per di più in quella visione favolistica da Poveri ma Belli che fece la fortuna del cinema italiano degli anni '90 all'estero. Non mancano certo momenti in cui Pif riesce ad essere ficcante con il suo umorismo leggero, come con il tormentone del selfie ante-litteram o la sfortuna senza fine del duo del cieco e dello zoppo.

Dovendo però incarnare messaggi e parabole, i personaggi finiscono per essere figure che sembrano uscite più dalle pagine di Carlo Collodi che dal mondo reale e anche nelle scene più riuscite (la battaglia tra la statua della Madonnina e quella del Duce) si sente una certa artificiosità, come se l'intento pedagogico frenasse la cinepresa dal seguire con vero trasporto le vicende narrate. 

In Guerra per Amore, la recensioneHDRai Cinema
La locandina del film

Insomma, già al suo secondo film la parabola della presa di consapevolezza di un siciliano qualunque rispetto al problema della mafia comincia a mostrare tutti i suoi limiti, almeno se impostata con questi toni e con questi tempi. In Guerra per Amore ha uno spunto notevole e un finale perfetto; chissà cosa sarebbe potuto essere se avesse avuto lo stesso coraggio e la stessa schiettezza nell'intero minutaggio del film. 

In Guerra per Amore sarà nei cinema italiani a partire da 27 ottobre 2016.

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