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Mila Kunis accusa Hollywood di sessismo e invita le donne a reagire

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Dopo la biografia al vetriolo di Taraji P. Henson, anche Mila Kunis accusa Hollywood di sessismo e di praticare di continuo discriminazioni per pregiudizi di genere.

Mila Kunis alla prima di Bad Moms

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Non si è ancora spenta l'eco mediatica suscitata dalla biografia di Taraji P. Henson, nella quale la star di Empire ha accusato il mondo dello spettacolo di discriminare le attrici di colore, ma Hollywood ha già incassato un'altra pesante denuncia di sessismo nei confronti delle donne.

Stavolta a puntare il dito è stata Mila Kunis, che in un editoriale al vetriolo sul sito di informazione Medium ha svelato di essere stata vittima di pregiudizi di genere, denunciando ricatti e minacce per aver rifiutato un servizio fotografico osé.

L'attrice ha raccontato che, per promuovere il film che aveva appena finito di girare, uno dei produttori le ha detto che avrebbe dovuto posare seminuda per la copertina di un giornale maschile, altrimenti non avrebbe più "lavorato in città":

Ero furibonda. Mi sentivo un oggetto. E per la prima volta nella mia vita ho detto 'no'. E indovinate un po'? Il mondo non è finito. Il film ha fatto un sacco di soldi e ho lavorato in quella città ancora, ancora e ancora. Ciò che quest'uomo non potrà mai capire è che ha espresso ad alta voce esattamente la paura che le donne provano quando si confrontano con il pregiudizio di genere sul posto di lavoro.

Mila Kunis al The Tonight Show di Jimmy FallonHDGetty Images
Mila Kunis ospite del The Tonight Show di Jimmy Fallon

Secondo la protagonista de Il Cigno Nero, è proprio il pensiero di non lavorare più e di perdere i propri mezzi di sussistenza a spingere le attrici ad accettare accordi umilianti:

Abbiamo compromesso la nostra integrità per mantenere lo status quo, con la speranza che il cambiamento sia prossimo.

Tuttavia, come ha scritto Mila, citando una ricerca della American Association of University Women comparsa sul The New York Times, ci vorranno ancora almeno 36 anni perché le donne guadagnino quanto gli uomini. Per questo, è necessario non restare a guardare, ma agire:

Nel corso della mia carriera, ci sono stati momenti in cui sono stata insultata, messa da parte, pagata di meno, ignorata sotto il punto di vista creativo e sminuita in vari modi perché sono una donna. E sempre ho cercato di lasciare alle persone il beneficio del dubbio: forse ne sapevano di più, forse avevano più esperienza, forse mancava qualcosa. Mi sono detta che per avere successo in questo settore dovevo giocare secondo le regole del club degli uomini. Ma più andavo avanti e più mi rendevo conto che era una s********. E peggio ancora, ero complice nel lasciare che accadesse.

Per spezzare il circolo vizioso, l'interprete di Bad Moms (che parla di mamme "cattive", proprio perché non sottostanno alle regole del sentire comune) ha deciso di fondare con altre donne (Susan Curtis, Cami Curtis e Lisa Sterbakov) una sua compagnia di produzione, la Orchard Farm Productions.

La nuova società ha subito sottoscritto degli accordi importanti (compreso uno con Starz per una serie TV firmata da Rob Zombie e intitolata Trapped), ma ha anche stracciato il contratto per un grande progetto dopo che uno dei manager dell'emittente coinvolta aveva inviato una mail in cui c'era scritto:

Mila è una mega star e presto diventerà la moglie di Ashton Kutcher e la madre di suo figlio!

Mila Kunis e Ashton Kutcher a una partita di baseball a ChicagoHDGetty Images
Mila Kunis e Ashton Kutcher alla partita di baseball Chicago Cubs vs Los Angeles Dodgers

Il messaggio che l'attrice ha voluto mandare con la sua "lettera aperta" è molto chiaro ed è un invito alle donne (dello spettacolo e non solo) a non lasciarsi sopraffare, ma a prendere posizione e far valere i propri diritti:

Ho chiuso con i compromessi. Di più: ho finito di lasciarmi compromettere. D'ora in avanti, quando mi troverò ad avere a che fare con uno di questi commenti, sottintesi o espliciti, li affronterò a viso aperto. Mi fermerò e farò del mio meglio per sensibilizzare ed educare [chi li fa, n.d.r.]. Non ho la certezza che il mio punto di vista sarà preso a cuore, ma almeno ora sono parte della creazione di un ambiente dove c'è una possibilità di crescita. E se i miei pensieri cadranno nel vuoto, andrò via.

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