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Oasis: Supersonic - il cinema celebra i Gallagher, bad boys del rock

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Arriva al cinema Oasis: Supersonic, documentario che celebra le gesta dei fratelli Gallagher. Dall'esordio con l'album Definitely Maybe ai concerti anni '90.

Noel fa una linguaccia all'indirizzo del fratello Liam

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Gennaio 1992. È una delle tante gelide sere a Manchester quando sul palco del Boardwalk, davanti ad un pugno di spettatori, fanno il loro ingresso gli Oasis. Tra gli spettatori c'è anche Noel Gallagher, estraneo alla band. A fine serata si reca nei camerini a salutare il fratellino Liam e sentenzia così: "Fate schifo. Ma se mi lasciate scrivere le canzoni e fate come dico io, diventeremo famosi e non passerete il resto della vita a Manchester a fare i cretini". Detto, fatto.

Il rockumentario Oasis: Supersonic, al cinema il 7, 8 e 9 novembre, celebra la band più sfacciata e seguita degli anni '90, sciorinando aneddoti come quello appena descritto. È nel '92 infatti che nascono gli Oasis. Ed è nell'anno successivo che i Gallagher Bros. firmano il loro primo contratto con il Re Mida discografico Alan McGee. La leggenda vuole che Liam e soci lo facciano dopo aver urlato così al proprietario di un locale a Glasgow: "Facci suonare o ti sfasciamo il locale".

Talentuosi, arroganti, allergici alle buone maniere: sono Noel e Liam. Il primo scrive le canzoni, rubacchiando qua e là da Beatles e Sex Pistols; l'irascibile fratellino le canta, con quella voce roca che a volte somiglia al rumore di una chiave che graffia sulla fiancata di un'auto. È il 22 agosto 1994 quando gli Oasis irrompono nella scena musicale internazionale con Definitely Maybe, album d'esordio preceduto dal singolo Supersonic (a cui farà seguito Shakermaker).

Rock 'N' Roll Star

L'aveva detto 'The Chief' (così è chiamato Noel): gli Oasis non avrebbero fatto solo una comparsata a Top of The Pops, non sarebbero stati "roba per pochi". Così è, con il primo album subito in testa alle classifiche e il successivo - (What's The Story) Morning Glory - che li consacra star del rock anni '90, baronetti maleducati del Brit Pop, (champagne) supernova pre nuovo millennio. Sono i Beatles cantati dai Sex Pistols, gli Stone Roses con le vibrazioni dei Kinks. Eccessivi e discussi, i Gallagher alimentano le pagine dei tabloid con risse (tra loro oppure con giornalisti e pubblico), dichiarazioni shock e l'amore per la seconda squadra di calcio di Manchester, il City.

HDLucky Red
Liam e Noel Gallagher protagonisti del documentario Oasis: Supersonic

Nasce la faida con i 'rivali' Blur. La leggenda vuole che tutto abbia inizio in un pub di Camden subito dopo l'uscita di Definitely Maybe. Liam incontra Graham Coxon dei Blur, giunti al terzo album, e gli dice: "Offrimi una birra, ormai sei ricco!". La replica non è delle più eleganti: "Vattene, siete solo delle merde, dei rompicoglioni del nord". Hanno inizio una serie di liti furibonde e di schermaglie, come quando Damon Albarn fa slittare l'uscita del singolo Country House per farla coincidere con quella di Roll With It. Noel, per tutta risposta, arriva ad augurargli una morte tra atroci sofferenze dovuta all'Aids.

Cigarettes and Alcohol

Dopo un biennio d'oro - quello '94-'96 - gli Oasis si perdono fra stanze di hotel di lusso distrutte, pisciate negli ascensori e comportamenti indecorosi, come quando Liam, alla cerimonia dei Brit Awards 1996 finge di infilarsi la statuetta nel c**o (con la BBC in imbarazzo che taglia la scena). Viene rilasciato Be Here Now, terzo album, pubblicato postumo dopo un temporaneo abbandono di Noel. Lavoro incompleto ed incapace di emozionare fino in fondo, è il punto più basso della carriera della band inglese, capace di risorgere dalle ceneri - ovvero sbronze colossali ed eccessi degni di Johnny Rotten dei Pistols - come una Fenice del pop-rock.

È proprio il mix di genio e sregolatezza che celebra Oasis: Supersonic, documentario girato da Mat Whitecross che narra le gesta dei bad boys del rock anni '90, la band che con le proprie intemperanze, sonorità e trovate ha anticipato l'era digitale, quella dei social network (che ci avrebbero sguazzato con i denti rotti e gli occhi neri di Liam & Noel). Nel 2000, dopo aver toccato il fondo, gli Oasis della maturità danno vita a Standing On The Shoulder Of Giants e celebrano "the importance of being IDOLI" con un live dell'oceanico concerto di Wembley: si intitola Familiar To Millions ed è, neanche a dirlo, un successo.

Negli anni gli Oasis perdono i pezzi: da Tony McCarroll a Paul "Bonehead" Arthurs passando per Alan White. Sono i fratelli terribili a tenere unita la band, con dichiarazioni da parte di Liam che oggi suonano come una beffa ("La carriera da solista? Roba per modelle"). I dissidi tra Noel e Liam, però, conducono all'inevitabile scioglimento, con Liam che diviene il frontman dei Beady Eye e Noel a proprio agio come solista.

In un'era in cui il panorama rock registra un generale livellamento verso il basso, mancano terribilmente (non solo ai fan) gli accordi presuntuosi, gli echi psichedelici e le sonorità so 60's dei Gallagher. Anche alcune dichiarazioni della band movimenterebbero la scena musicale più di quanto facciano oggi gruppi emergenti o giganti del passato (basti pensare a Noel, che tempo fa affermò "di aver sniffato addirittura a Downing Street, nei bagni della Regina"). Gli Oasis sono stati il gruppo rock che tutto il mondo "pre nuovo millennio" stava aspettando. E Supersonic è il documentario che ogni fan si merita. Un'opera rock per curiosi e nostalgici, per chi non vuole solo "don't look back in anger" quando c'erano una volta gli Oasis.

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